Ingredienti

Per la massa: 500g di farina, di cui 400g farina “0” e 100g semola. 50g olio evo, 15g sale, 1 cucchiaino di zucchero, ½ cubetto di lievito di birra, 280/300ml di acqua tiepida. Per il ripieno: 2 cespi di indivia riccia, 100g di olive taggiasche denocciolate, ½ scalogno tritato, 50g di pinoli, 2 filetti di acciuga, capperi una manciata, 1 cucchiaio di uva sultanina precedentemente ammollata in acqua per qualche minuto, sale, pepe.

Eccoci al secondo appuntamento con “Kitchen club”, questa volta in compagnia di una nuova amica, la cara Olga!

Amicizia quella con Olga nata con le scarpe da corsa, si, perché lei fa parte dello stupendo gruppo con il quale ho intrapreso l’esperienza unica della corsa, con lei ho preparato la prima mezza maratona e ancora oggi questo sport ci unisce e spero lo faccia ancora per molto tempo.

Una donna tutta da scoprire, la cara bio-Olga, soprannome datole dalle sue colleghe e adottato anche da noi; si, perché lei è molto  attenta all’alimentazione, usa solo prodotti biologici (da qui il nome): farine particolari, caffè naturali, anche se poi danno di cicoria amara… Insomma, il Mac Donald non è certo il suo “ristorante” preferito!

Ma la cosa che colpisce di più di lei è la sua forza  in tutto quello che fa: la corsa, la cucina, la famiglia; sa districarsi in questo labirinto che è la vita di tutti i giorni con una determinazione tale, che Uma Thurman in “Kill Bill”, levati di torno! Un Braccio di ferro al femminile!

A proposito di Braccio di ferro: adora i tatuaggi, ne ha qualcuno qua e là e questo aspetto è uno dei segni di quanto il suo ruolo di moglie, madre, figlia e lavoratrice si sposi perfettamente con un’indole ribelle, controcorrente, solitaria. Si, solitaria; per quanto le piaccia circondarsi di persone nuove, confrontarsi e fare nuove esperienze in compagnia, non rinuncerebbe mai alla sua “solitudine”. Ama correre da sola, respirare la frizzante aria delle prime ore del mattino e godere delle prime luci dell’alba sul mare. Indipendente e libera, questo vedi in lei appena ti avvicini un po’ di più al suo mondo.

Una cosa però non fatela mai con Olga: una battuta.

Non c’è niente da fare, dovete spiegargliela, disegnargliela, appunti, excel, dispense e solo alla fine l’avrà capita, ma ormai la stessa storiella avrà perso di comicità e la vostra unica consolazione sarà il vedere i suoi bellissimi occhi verdi, felici come quelli di un bambino per essere riuscita a godere finalmente dell’ilarità di quella battuta, che un bradipo in letargo avrebbe già capito ad occhi chiusi. Ma concentriamoci sull’aspetto prettamente culinario: le sue radici sono per metà baresi e per metà partenopee e per giunta ha un marito anch’egli napoletano doc, quindi le sue ricette spaziano molto tra queste due tradizioni culinarie.

Questo infatti è un piatto prettamente napoletano, di semplice esecuzione in verità, al contrario di quello che si potrebbe pensare. Dovete solo avere a portata di mano tutti gli ingredienti e il più è fatto. Cominciate con il preparare, preferibilmente dalla sera prima, la massa: su di una spianatoia disponete a fontana le farine e metteteci l’olio, lo zucchero e il sale, sciogliete con un po’ di acqua tiepida e poi aggiungete il lievito sbriciolandolo e sciogliendolo anch’esso. Pian piano cominciate ad impastare aggiungendo poco alla volta l’acqua di cui avrà bisogno l’impasto per risultare alla fine liscio ed elastico. Copritelo e in un luogo caldo lasciatelo riposare e lievitare tutta la notte.

Dedicatevi ora al ripieno: mettete sul fuoco una capiente pentola con acqua che porterete ad ebollizione e subito immergete l’indivia riccia precedentemente pulita e lavata, salate. Fatela bollire per cinque minuti e poi scolatela e lasciatela intiepidire. Intanto in una padella antiaderente mettete l’olio a riscaldare, appena pronto fate imbiondire leggermente lo scalogno e poi aggiungetevi: le olive, le acciughe, i capperi, i pinoli e infine l’indivia. Fate amalgamare il tutto per qualche minuto e in ultimo aggiungete l’uvetta, salate e pepate. Coprite la padella con un coperchio e continuate la cottura a fuoco moderato, mescolando di tanto in tanto. Appena l’indivia sarà appassita, togliete il coperchio e fate cuocere fino a completo assorbimento del liquido in eccesso. Togliete dal fuoco e mentre attendete che si raffreddi, prendete la massa, dividetela a metà e stendete il primo disco. Ungete con olio un tegame da 24cm e foderatelo con l’impasto, versateci il ripieno di scarola e ricoprite con l’altra metà della massa. Richiudete il bordo con cura, formando un cordone tutt’intorno. Ungete la superficie e ponete in forno ventilato a 200° per 45 min circa. Vi ritroverete davanti una delizia per gli occhi e per il palato; divoratela appena diventerà un po’ tiepida e sarete in paradiso… dove mi sono sentita io durante la mattinata trascorsa con l’instancabile, tenace, dolce, frizzante Olga.

Resta così come sei!

 

Credits:

le foto della ricetta sono opera di Antonella Aresta