Ingredienti: farina 00 400gr, zucchero 200gr, uova 3, olio di semi di girasoli 150gr, latte 100ml, un pizzico di sale, 1 bustina di lievito per dolci, mele 2.

Ancora una volta ho messo il naso tra i fogli e le ricette di mia madre. Questa in realtà è una ricetta di mia nonna materna poi passata a sua figlia (mia madre) e poi a me. Tre donne, diverse generazioni, ma accomunate da una stessa passione: la cucina.

Vi ho raccontato già di mia nonna materna, la mia vice mamma, colei che sapeva esattamente cosa mi piaceva, la nonna che esaudiva tutti i miei desideri. A casa di nonna Porzia (questo il suo nome) ho fatto colazione con pane e pomodoro, bevuto il caffè d’orzo e cenato con l’acqua dei ceci mangiati a pranzo con la pasta. Insomma, da lei c’era tutto, nella massima semplicità, senza lussi e cose superflue, in casa di nonna non mancava proprio nulla. Questo dolce insieme al classico pan di spagna con la crema erano gli unici due dolci che lei amava preparare, dessert semplici  oserei dire “poveri”,  ma dal gusto autentico, inconfondibile.

Cominciate con una frusta elettrica a sbattere le uova, in seguito aggiungete lo zucchero fino a quando il composto diverrà chiaro e spumoso. Aggiungete a filo l’olio e pian piano la farina setacciata con il lievito, intervallate con il latte poco alla volta. Ora pulite  le mele, io ho scelto la qualità Royal, una tagliatela a tocchetti e aggiungetela all’impasto, l’altra a fette sottili e mettetela da parte per decorare la torta in superficie.

Imburrate e infarinate una teglia da 28/30cm e versateci il composto poi prendete le fette di mela e posizionatele a raggiera sulla parte superiore, spolverizzate con zucchero semolato perché si  formi una leggera crosta. Infornate a 180° in forno statico per 40min. Appena passato il tempo necessario lasciate la torta in forno spento per solo 5min e sfornatela.

Assaggiare questo dolce mi riporta indietro di anni; diventano nitidi sapori, odori e immagini di un’infanzia felice a casa di nonna. Ho imparato  tanto da lei: il senso del sacrificio, la semplicità d’animo e la condivisione e poi una cosa adoravo di lei, la capacità di adattarsi ad ogni situazione.

Per colazione non c’era il latte?

no problem, pane e pomodoro!

Mia madre aveva il turno di lavoro la mattina prestissimo?

Mia nonna: “la bambina rimane qui a dormire”. Il letto richiudibile era sempre pronto per me e in men che non si dica, pigiama, spazzolino e vestiti per il giorno dopo erano già da lei.

Non dimenticate nessun ricordo che vi ha trasmesso calore, vi ha fatto sentire al sicuro. Questo prezioso bagaglio sarà la vostra eredità da tramandare a chi amate.

Se poi siete così fortunati da avere ancora accanto a voi, coloro che fanno di voi persone migliori, non trovate scuse, non fate passare settimane senza sentirle, prendete da loro il più possibile.

Come diceva Fiorella Mannoia: “il tempo non torna più” e parole non dette e abbracci non dati non si potranno più recuperare.

 

Angela Masciale