“Lettera ai miei: mi sono sposato. Mia moglie ha tatuaggi sul collo e strani seni scompagnati. È molto giovane, e ascolta musiche barbariche alla radio. Adesso è al cesso che lava i miei calzini nella vasca e canta tutta sola. Quando la notte resto alzato viene a sedersi sulle mie ginocchia e scarabocchia su ciò che sto scrivendo. Sono molto felice”.

Questa poesia di Eric Torgersen suona estremamente attuale in un periodo storico che sembra essere ossessionato dall’identità. Il diverso non affascina, non incuriosisce, ma spaventa, genera diffidenza. Invece è dalla scoperta dell’alterità e dalla condivisione delle differenze che nasce la vera bellezza. Succede lo stesso con il matrimonio: quando si sceglie di vivere insieme vengono fuori stranezze incomprensibili al proprio compagno, abitudini, e scelte che non sempre sono condivise dall’altro.

Tuttavia, la voglia di costruire ed il superamento delle reciproche diversità, generano stupore e complicità, e la consapevolezza dell’evoluzione diventa gioia della condivisione.

E la vita è più bella. Non solo nel matrimonio.

Antonio Marzano

la foto è una gentile concessione di Francesco Gravina wedding photographer