“Quando applaudi in un teatro, quando preghi in una chiesa, quando canti in uno stadio oppure in una discoteca / Sei tu quello che canta, è il tuo fiato che esce, ma il suono intorno è immenso e cresce, cresce”
Le canzoni sono di tutti. Una volta ascoltate divengono parte del vissuto di ognuno di noi, oggetto di libera interpretazione.
Così stamattina Daniele Silvestri mi ha fatto venire in mente la giornata di venerdì trascorsa presso masseria San Giovanni in compagnia delle wedding planners pugliesi e di Andrea Antohi, Matteo Lomonte e Francesco Gravina, tre fotografi, artisti e professionisti, che non hanno certamente bisogno di presentazioni.
L’incontro è nato dalla volontà dell’Associazione di Wedding Planners Pugliesi di tirare le somme a due anni dalla nascita del loro progetto.
La mission è sempre la stessa: riunirsi per tutelare la figura e gli interessi della professione, creare ed applicare un codice deontologico, far passare il il valore della qualità ed affidabilità dei servizi resi, rispetto alle logiche del prezzo più basso.
Viola Tarantino presidente dell’AWPP ha raccontato alle wedding planners, presenti e non ancora iscritte all’associazione, la scintilla da cui tutto è partito, la creazione del gruppo fondatore, la voglia di dare voce ai professionisti e il desiderio di contare nelle scelte dei fornitori così come in quelle degli sposi.
Soprattutto, il desiderio di crescere nel numero di associate, e nella progettualità di un percorso condiviso. Perché l’associazione è inclusiva ed accogliente. Naturalmente a condizione che ci siano i titoli professionali e giuridici per farne parte. Essere socie significa crescere in un sistema di incontro, di confronto e di crescita personale e di sistema.
Il modello è quello raccontato da Matteo Lomonte e Francesco Gravina, membri entrambi di ANFM, associazione nazionale di fotografi matrimonialisti che ha saputo darsi una regolamentazione ma che è diventato anche un modello di collaborazione. Il fotografo, impossibilitato da cause di forza maggiore, viene sostituito dai colleghi, chi è in difficoltà viene aiutato. Appartenere all’associazione è anche una sorta di medaglia al valore, perché fa la differenza: la percezione esterna è che l’associazione sia sinonimo di qualità e professionalità.
A questo modello associativo tende ovviamente anche l’AWPP, per superare le diffidenze dei fornitori che spesso nascono da criticità sollevate da chi si improvvisa organizzatrice di eventi senza avere esperienza né competenza. Con la consapevolezza che l’errore del singolo spesso ricade sull’intera categoria. Altra criticità annotata durante il mio intervento, è la confusione di ruoli generata dalla presenza di molte figure simili o presunte tali, che possono avere punti di contatto o addirittura complementari, ma non sono sovrapponibili al ruolo di coordinatrice ed organizzatrice di eventi. Purtroppo queste distinzioni non sono ancora del tutto chiare a molti operatori del settore.
A proposito di questi ultimi, va annotato come sia in costante crescita il numero di quelli che invece ha chiaro il ruolo e lo standard qualitativo dell’associazione, e che vede nell’AWPP non una minaccia ma un’opportunità per la possibilità di collaborare con delle professioniste capaci di organizzare, di semplificare di risolvere problemi e di dare valore al matrimonio stesso.
Come ha detto l’Assessore all’Industria turistica e Culturale, Loredana Capone, in occasione della presentazione dell’AWPP “Abbiamo adesso un importante interlocutore per costruire insieme un prodotto di eccellenza e fare della Puglia una wedding destination. Finalmente si comprende che i matrimoni rappresentano una occasione importante di turismo. Ora abbiamo tutte le condizioni per fare del wedding un prodotto turistico di eccellenza, grazie anche alla nascita dell’associazione- che può essere di esempio per iniziative del genere in altri settori del turismo”.
Questo è il ruolo che l’associazione deve avere: dialogare con le istituzioni, rappresentare uno standard di professionalità e legalità per la categoria e diventare un punto di riferimento certo per istituzioni e operatori del matrimonio.
“Immagina uno slogan detto da una voce sola è debole, ridicolo, è un uccello che non vola / ma lascia che si uniscano le voci di una folla e allora avrai l’effetto di un aereo che decolla.
La “voglia di gridare” di Daniele Silvestri è la voglia di contare dell’Associazione delle Wedding Planners.
Antonio Marzano

Le immagini della gallery fotografica sono una gentile concessione di Andrea Antohi