“E’ proibito non fare le cose per te stesso, avere paura della vita e dei suoi compromessi, non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro. E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire, dimenticare i suoi occhi e le sue risate solo perché le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi. Dimenticare il passato e farlo scontare al presente” – Pablo NERUDA

Un nastro giallo e azzurro a legare il bouquet da sposa. I fiori, simbolo universale del matrimonio, tenuti insieme dai colori del proprio paese martoriato dalla guerra.

La storia di Olha e Mike è simile a molte altre, e la scelta di sposarsi nonostante la guerra o di mettere al mondo un figlio sembra una sorta di risposta alla atrocità del momento, un voler esorcizzare la morte, con l’amore e con la vita.

Così in questi mesi sbagliati sono stati celebrati in Ucraina oltre 23mila matrimoni e ci sono stati circa 1600 nuove nascite avvenute sotto i bombardamenti.

È un segnale forte, è la voglia di resistere, di andare avanti. Sempre e comunque.

Ma torniamo ad Olha, insegnante ucraina che, in Malesia, aveva conosciuto  Mike, giramondo irlandese. Conoscersi, amarsi e decidere di sposarsi è stata una scelta semplice e naturale, ma portare avanti la propria scelta non è stato per niente facile.

Prima la pandemia aveva bloccato i loro progetti, poi finalmente in un giorno freddo di febbraio, armati di  coraggio, sono andati insieme ad infilare nella buca delle lettere, gli inviti per le loro nozze.

Dopo qualche giorno è scoppiata la guerra, e il loro matrimonio è passato in secondo piano, sovrastato dalla preoccupazione quotidiana per i parenti di Olha. La tv costantemente accesa per avere aggiornamenti, il collegamento via web che saltava sempre più spesso insieme all’angoscia di non avere notizie.

Poi la scelta di investire tutte le risorse economiche per mettere la famiglia di Olha su un aereo e farla arrivare in Irlanda sana e salva. E, una volta riuniti, venire tutti insieme in Italia per le nozze con l’idea di esorcizzare la guerra con l’amore.

Ma organizzare un matrimonio all’estero non è uno scherzo e, per non correre rischi, si sono affidati a IEP, Italian Event Planners, un’agenzia di destination wedding specializzata nella costruzione di eventi perfetti.

Perfezione che, in questo caso più che mai, non è da associare semplicemente al buon risultato dell’evento o alla personalizzazione basata sui desideri della coppia. Non è problem solving e coordinamento dei fornitori per ottenere il miglior risultato possibile.

Organizzare il matrimonio di Olha e Mile ha significato per Italian Event Planners, affrontare criticità assurde come assurda è la guerra, realizzare un evento che è molto più di un progetto di vita comune, sposare la via del compromesso per regalare una giornata di felicità perfetta ai due sposi.

E contribuire a lanciare un messaggio simbolico al mondo di coraggio, di speranza, di fiducia e di volontà di ricostruire.

antonio marzano

Le foto relative all’articolo sono una gentile concessione di nabisphotographers