Quando l’amore non basta

Il pensiero mi rimbalza in testa da un po’ di tempo. Ogni giorno la cronaca nera racconta storie di ordinaria follia, in cui, spesso, i mariti non trovano altro modo che la violenza per risolvere possibili crisi di coppia. E se il problema fosse proprio il matrimonio?

A pensarci, ci sono molti elementi che fanno pensare alle nozze come ad un retaggio di una società di impostazione patriarcale, che sancisce in qualche modo la subalternità della donna, a partire dalla scelta del cognome o del valore dell’abito bianco simbolo di verginità, fino al passaggio della sposa dalle mani del padre a quelle del marito.

È vero, molto è cambiato, le donne si sono emancipate da questi vecchi schemi. Ma l’uomo sembra non essersene accorto, e la sostanza rimane la stessa: la donna è relegata ad un ruolo minore in cui le tocca subire tutta una serie di angherie per amor di famiglia, in cui spesso tutto è dato per scontato anzi dovuto, anche il duplicarsi per essere moglie, mamma, sorella, amante, badante, colf, e, non ultimo, portare i soldi a casa.

Ed il bello è che le donne ci riescono. Fanno carriera, “crescono” i figli, curano la casa, si ricordano delle ricorrenze, fanno proprio tutto.

C’è chi sostiene che sia questa la fonte del problema con l’altro sesso. L’incapacità di accettare la crescita del ruolo femminile, anzi, per dirla tutta, il non rassegnarsi alla superiorità della donna. Ecco perché, tornando al matrimonio, serve riscriverne le formule rituali dal sapore retrò e maschilista, così come è opportuno dare un altro significato, più leggero e decorativo, a tutti gli elementi di contorno (damigelle, abito bianco, lancio del bouquet ecc). Ma non è solo una questione di forma. Serve un bilanciamento dei ruoli, un nuovo equilibrio che divida equamente le responsabilità, che l’uomo e la donna devono assumere all’interno della coppia. Ci vuole un’educazione al matrimonio per gli uomini e per le donne. Con tanto di infusione di autostima per quelle che ritengono la ricerca del marito un’ossessione ed un traguardo.

Serve l’amore ma non basta. Il rispetto dell’altra persona è il valore fondamentale ed imprescindibile se vogliamo che diminuiscano i femminicidi e che i matrimoni siano realmente felici.

Antonio Marzano

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