L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero – Victor Hugo

Mi sono svegliato motivatissimo sabato 6 agosto per assistere alla quarta edizione di Sol dell’Alba, il concerto orchestrale che si tiene al sorgere del sole, presso il teatro Mediterraneo di Bisceglie.

I 70 musicisti dell’Orchestra Filarmonica Pugliese, diretti dal Maestro Giovanni Minafra, hanno imbracciato gli strumenti musicali intorno alle 4.30 del mattino, e hanno accompagnato con le loro note gli oltre 700 spettatori fino all’arrivo del nuovo giorno, con il sole che inesorabilmente faceva capolino dal mare alle loro spalle.

La narratrice e attrice teatrale Alessia Garofalo invece ha emozionato gli spettatori raccontando la follia dal punto di vista della somma poetessa Alda Merini.

Alla straordinarietà che ordinariamente Sol dell’Alba regala, si sono aggiunti gli effetti speciali dei fuochi d’artificio a suon di musica esplosi in sintonia con i “colpi di cannone” previsti in partitura del ‘1812’ di Čajkovski.

E poi, inatteso, emozionante, il fuoriprogramma: la mia amica Laura Bienna, che presentava lo spettacolo, ha annunciato al microfono che si era perso un piccolo oggetto prezioso e che chiunque lo avesse perso avrebbe potuto rivolgersi al personale per recuperarlo. Lo ha ripetuto più volte e quando il concerto volgeva al termine lo ha mostrato al pubblico chiedendo se qualcuno riconoscesse quell’anello da donna, da fidanzamento. Ma nessuno ha reclamato l’anello. Poi, il primo violino Francesca Carabellese, si è alzata in piedi e ha iniziato a suonare un Alleluja.

A quel punto, Marco Clarizio, violoncellista, si è fatto avanti, ha preso dalle mani di Laura l’anello, ed inginocchiandosi lo ha offerto alla fidanzata e collega in orchestra, Teresa D’Angelo.

Si sono parlati sottovoce, mentre il pubblico tratteneva il respiro. Poi Marco si è allontanato ed è tornato con un mazzo di rose rosse.

È partito un applauso commosso da parte di tutti, compresi gli altri orchestrali ignari al pari del pubblico (con la sola eccezione del primo violino).

Un applauso che è cresciuto fino a diventare una fragorosa standing ovation con cui tutti, abbiamo voluto esprimere riconoscenza e gratitudine per gli organizzatori di questo spettacolo che ogni anno riesce a regalare emozioni, bellezza  e poesia.

Che altro aggiungere? A proposito di bellezza e poesia, ho sentito forte il richiamo del mare blu intorno a me, ho lasciato ancora emozionato il teatro Mediterraneo e mi sono tuffato felice in acqua.

Splash!

Vitantonio Marzano