Artisti di tutte le epoche hanno celebrato in forma sublime l’amore e la bellezza. Ma qualcuno ha vissuto in prima persona, la propria arte. Colorando la propria passione, dipingendo i propri amori, senza timore di guardare in fondo alla propria anima.

Sto parlando di Amedeo Modigliani. Di lui si dice che non si limitasse a ritrarre le fattezze umane, ma che riuscisse a dipingere l’anima delle persone.

Nei suoi ritratti gli occhi sono spesso sostituiti da voragini che rappresentano il vuoto dato dalla mancata conoscenza.

Per Modì, come lo chiamavano i francesi, gli occhi sono la chiave che consente di decifrare l’anima, Attraverso lo sguardo, possiamo mettere a nudo l’anima di chi abbiamo di fronte, possiamo percepire le sue emozioni, conoscere il suo vissuto, sentire il suo dolore e gioire della sua felicità.

Attraverso gli occhi connettiamo le nostre anime.

La stessa Jeanne Hébuterne, la donna che ha vissuto al fianco dell’artista gli ultimi anni della sua travagliata esistenza, aveva chiesto spiegazioni sul perché, nei primi ritratti, non le avesse dipinto gli occhi. La sua risposta era sempre la stessa “Devo prima conoscere la tua anima”. Solo attraverso la conoscenza e l’intima connessione si arriva a poter dipingere l’anima.

Innamorarsi di una persona è non limitarsi ad incrociarne lo sguardo ma riuscire a penetrare dentro, fino in fondo all’anima. Del resto, dice bene Tahar Ben Jelloun, “quando guardi bene negli occhi qualcuno sei costretto a guardare te stesso”.

antoniomarzano