Domenica 6 ottobre sono stato a scuola.
Sui banchi c’erano più di cinquanta coppie di futuri sposi, desiderose di informarsi e di conoscere cosa c’è dietro l’organizzazione di un matrimonio.
In cattedra si sono avvicendati i vari insegnanti, titolari di esperienze e competenze nelle varie arti del matrimonio.

Michele Zaurino
La prima lezione è venuta da Michele Zaurino, flower designer per antonomasia e architetto di armonie floreali. Da vero istrione ha tenuto banco realizzando dal vivo, diverse tipologie di bouquet. Dalle sue mani hanno preso vita, davanti agli occhi ammirati degli studenti, il bouquet della sposa classica, quello essenziale della minimalista, e quello più legato ai colori della stagione in arrivo, l’autunno. Michele ha spiegato che i fiori sono una dichiarazione di stile che serve a distinguersi, a rappresentarsi e a riconoscersi. Ma prima di tutto i fiori sono una dichiarazione d’amore.

Giulia Molinari

L’estro del flower designer ha lasciato il posto alla saggezza e alla competenza della wedding planner. Giulia Molinari, consulente speciale nell’organizzazione del matrimonio, ha spostato l’attenzione degli studenti sulla necessità di razionalizzare l’organizzazione delle proprie nozze. Partendo da due fattori di base, budget e priorità personali. Le emozioni sono importanti, ma nelle scelte serve avere raziocinio. Serve stabilire una scaletta di valori, ed attenersi a quella, per decidere se conta di più la musica anziché il fuoco pirotecnico di fine serata. Altro fattore fondamentale, i fornitori, tutti bravi, tutti belli, ma è meglio non comprare al buio e diffidare di sconti e promozioni. E se non ci si fida della propria inesperienza, meglio farsi aiutare dagli esperti.

Daniela Poggiolini

Però l’organizzazione di un matrimonio non è solo una sequenza di azioni da compiere per essere perfetti. È una questione di approccio: serve razionalità ma anche intelligenza emotiva. Ci si deve mettere attenzione e rigore, ma non ci si deve nemmeno stressare al punto di non goderci il momento.
Ne ha parlato la presidente IKOS, Daniela Poggiolini, specializzata in PNL, psicologa, sessuologa e consulente in ambito familiare. La prof, si è soffermata, soprattutto, sull’importanza del “dopo”: si è coppia per sempre nella vita, se non ci si dà per scontati, se si trova il modo per essere attenti al proprio partner, se, quando vien la sera, si è capaci di guardarci negli occhi , con amore e con rispetto. Un’autentica lezione di vita.

Marco Falcone

Quarta materia, la fotografia. Che poi è ciò che resta dopo il matrimonio, vero supporto alla memoria. I ricordi sbiadiscono, le foto anche, però si possono sempre ristampare. Marco Falcone di Studio Cromatica ha spiegato l’importanza della spontaneità nelle immagini di una festa. Quando a distanza di anni si riprendono in mano le stampe del proprio matrimonio, aldilà dell’effetto “come eravamo”, conta ritrovare i sorrisi, le emozioni, gli sguardi…non le pose da principessa o da star di hollywood.

Mauro Liuzzi

Ci sarebbe la lezione di musica ma il maestro Mauro Liuzzi ha scelto che la sua arte parlasse per lui. E con la sua band, ha sottolineato i momenti più importanti di questa serata colorandola di note ed armonia.
Il pomeriggio nel frattempo ha lasciato spazio al calare della sera e le lezioni sono terminate.

Ma gli studenti non hanno lasciato la scuola, anzi hanno preferito percorrerla, visitarla, viverla. Forse perché hanno percepito il valore intrinseco della scuola stessa, non una scatola vuota fatta, di apparenze, ma una struttura organizzata per esprimere eccellenza e raccontare bellezza, in ogni occasione. Raffinata ed accogliente, in estate come in inverno. Nella corte storica o nel giardino di ulivi secolari, per dirsi di “si” sotto un tetto trapunto di stelle. Nell’elegante Sala Frantoio quando si preferisce la assoluta tranquillità del festeggiamento al coperto, in un ambiente caldo ed accogliente.
Questa “scuola” è un luogo speciale, che ha una storia lunga secoli, che nel tempo si arricchisce costantemente di altre storie.
Quelle di chi sceglie Masseria Montalbano.
Non perché sia semplicemente bella, ma perché è viva, autentica e perché ha un’anima.

Antonio Marzano

– le immagini della gallery iniziale sono una gentile concessione del fotografo Nando Di Masi – le immagini della gallery finale sono una gentile concessione di Studio Cromatica