Il dialogo tra ambienti

Si può molto discutere riguardo a cosa sia l’architettura, di certo è ammissibile anche la seguente definizione: “l’architettura è ciò che separa l’interno dall’esterno”. Dentro e fuori, interno ed esterno sono due mondi che attraverso l’architettura dialogano e interagiscono, scandiscono differenze e affinità, diventano abitati secondo modalità differenti. Se l’architettura storica ha sempre cercato rifugio dall’esterno (luogo della natura ostile e dei nemici minacciosi), la modernità ha sancito una radicale rivoluzione stabilendo che i due mondi dovessero invece dialogare il più possibile. Si è così assistito a un duplice movimento di osmosi tra questi due ambienti: l’interno chiamato ad aprirsi il più possibile, a farsi arioso e solare; l’esterno sempre più accogliente e confortevole, ben lontano dall’idea di natura tiranna che un tempo lo dominava. Questo cambio di prospettiva è stato certamente reso possibile dalle nuove tecniche costruttive, ma ancor prima è frutto di un radicale cambiamento di paradigma, che vede lo spazio concepito come un “unicum” e non come una serie di frammenti tra loro inconciliabili e incomunicanti. Mettere in comunicazione l’interno e l’esterno significa per i progettisti provare a ribaltare il cannocchiale e osservare le cose secondo una diversa prospettiva. Ecco allora che, in tale approccio, l’interno verrà progettato come un esterno e viceversa. Il primo allora diverrà un paesaggio, nel quale gli arredi e gli spazi, le luci e le bucature costituiranno un panorama inclusivo L’esterno di converso verrà concepito come una grande stanza a cielo aperto, accogliente e domestica pur se formata da elementi naturali.

Portefinestre il più possibile aperte

Naturalmente la finestra può anche ibridarsi e divenire il punto di accesso diretto verso lo spazio esterno. Anche le porte finestre possono però essere soggette alla stessa impostazione ed essere pensate come grandi superfici modulari, capaci di generare uno spazio fluido e continuo in cui l’esterno e l’interno si intrecciano in una nuova dimensione spaziale. Un sistema di finestre a libro “impacchettandosi” su se stesso può essere aperto in maniera variabile, all’occorrenza anche interamente.

Elementi naturali all’interno

 L’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno: una combinazione suggestiva e possibile anche attraverso una duplice operazione di “arredo”, che sposti all’interno piante ed elementi naturali e all’esterno mobili e complementi per il comfort. Il mercato dell’arredo non a caso in questi anni si è arricchito in maniera massiccia di proposte relative a piante adatte alla crescita agevole negli interni domestici, da un lato, e di mobili da esterni, resistenti alle più rigide condizioni atmosferiche, dall’altro. L’uso di questi elementi porta anche a una diversa impostazione nel disegno dello spazio e delle sue caratteristiche primarie: gli interni si faranno più luminosi e ariosi possibile, mentre gli esterni diverranno controllati e “disegnati” in maniera inedita.

 Luci da giardino

Se l’esterno è un interno, allora deve essere abitato e vissuto in maniera analoga, anche nelle ore serali e notturne. La dotazione di un adeguato sistema di illuminazione ci consentirà di vivere in maniera nuova ed estensiva i giardini e le terrazze, consentendoci di organizzare feste e cene in cui l’interno e l’esterno possano interagire in totale simbiosi. L’uso della luce artificiale inoltre ci consentirà di sottolineare puntualmente gli elementi che compongono lo spazio esterno, con effetti decisamente scenografici.

Arch. Francesco Clori