Queste righe nascono da una sorta di impulso narrativo disordinato.

Cominciano con quella che ormai è un’icona della nostra terra: realizzato in ceramica lucida, bianca o colorata, il pumo è diventato nel tempo una sorta di porta fortuna per gli sposi e per le loro case. Viene spesso collocato come ornamento sui balconi o all’ingresso delle abitazioni per tenere lontani i guai. A forma di bocciolo circondato da foglie di acanto, rappresenta la rinascita della natura, la prosperità, il rinnovamento. È un autentico simbolo della nostra cultura contadina. La parola cultura contadina però risveglia in me una sorta di memoria sensoriale, ricordi sparsi che affiorano all’improvviso mentre sto scrivendo. Una su tutti, la preparazione della passata di pomodoro, un autentico rituale di famiglia, fatto di gesti, di scaramanzie e di sapori veri come quello della salsa calda assaggiata sul pane.

Le indimenticabili “bottiglie della salsa”, così come i boccacci (“i capasid”) ricolmi di carciofini, olive, melanzane conservate sott’olio, oltre che portatori sani di “sapori affettivi”, sono un altro autentico simbolo della cultura contadina. Si preparavano le provviste per l’inverno, si metteva da parte la ricchezza che la natura offriva nel momento di massimo splendore per fruirne nel momento di bisogno, quando la campagna diventava più avara di frutti. Questo rispetto verso la natura e questa cultura del tempo, che appartenevano ai nostri nonni, sono un valore assoluto che la nostra società ipercinetica, plastica e monouso sta smarrendo. Per questo mi affascina scoprire il processo creativo di Spapelando, un’artista pugliese che da tempo ha lasciato il suo impiego in ufficio per dedicarsi ad un lavoro lento dal sapore antico. Mary recupera fogli di carta da buttare, come i volantini o le riviste destinate al macero, li taglia, li arrotola in cannucce e li divide per colore. Poi li intreccia e dà loro forma e significato trasformandoli in piccoli pezzi dal cuore pieno. Prendono vita in questo processo di rinnovamento metaforico e sostanziale, complementi d’arredo come lampade, pumi (tutto ritorna) ed eco gioielli, accessori dall’aspetto minimal e raffinato, completamente sostenibili. La prima volta che ci siamo incontrati indossava una bellissima collana realizzata intrecciando i fogli dei suoi studi . Ma il manufatto che più mi ha impressionato è la reinterpretazione del pumo pugliese.

Un’opera d’arte, nuova ed in linea con tutto il processo di ecosostenibilità di cui tanto si parla ma che ha davvero la bellezza, il sapore ed i valori della nostra terra, delle nostre tradizioni, e della nostra storia. Così il Pumo si arricchisce di un nuovo valore, a dimostrare che l’impegno per l’Ambiente non è sempre rinuncia ma scelta differente; scelta dal risultato ecochic particolare e unico.

Antonio Marzano