Ferdinando Scianna, un maestro assoluto della fotografia ha detto “fotografare è una maniera di vivere. Ma l’importante è la vita non la fotografia. Importante è raccontare”.

Queste parole mi ritornano in mente “sfogliando“ le foto di Francesco Gravina.

I suoi scatti raccontano sempre qualcosa: uno stato d’animo, un’emozione, un momento speciale.

Una foto in particolare per me è una folgorazione.

È il racconto di un modo d’essere, è un manifesto dell’amicizia maschile, quella senza filtri. Semplice piacere di stare insieme e condividere il momento. Una stanza d’albergo, letti disfatti, un momento di pausa fra amici. Si beve una birra, si fuma una sigaretta, si risponde ai messaggi su whatsapp.

Ci si racconta: storie di uomini, momenti di vita vissuta.

Quei momenti, sono attimi di impagabile leggerezza maschile. Può essere lo spogliatoio dopo la partita del giovedì sera, o il dietro le quinte di un matrimonio. Non è importante dove o perché. Non chiedetevi di cosa parliamo, non ve lo diremo mai, ed in fondo lo sapete. Parafrasando Fiorella Mannoia è quello che gli uomini non dicono. Ma la risposta è negli sguardi, nei sorrisi complici, eloquenti come parole. Queste sono le foto di Francesco Gravina, racconti sotto forma di immagini.

Questa è la sua dote speciale di prevedere l’attimo. Si muove silenzioso e felino, predisposto con sensibilità e discrezione al momento che verrà. Non sa ciò che accadrà ma lui è lì pronto ad aspettare l’imprevisto.

Cattura la spontaneità con intuito. È testimone e fotoreporter con la macchina sempre calda e pronta a raccontare la cronaca degli eventi, ma anche spettatore emozionato, coinvolto e partecipe di quello che accade. Guarda attraverso l’obiettivo, interpreta senza mistificare. Ci mette

Sensibilità e intuito, capacità di sorprendersi, di cogliere l’attimo e di restituirlo sotto forma di fotografia.

Rende arte emozionante la realtà.

Antonio Marzano