Watabe Wedding

A dispetto delle apparenze, il Giappone ha molto in comune con l’Italia.

Entrambi i paesi vivono sospesi fra passato e presente, nel senso che la tradizione e la storia finiscono con l’incidere positivamente sul nuovo contaminandolo.

Entrambi sono caratterizzati dalla ricerca del bello e dal piacere dell’eccellenza.

È la perenne ricerca del bello a muovere mani e menti di chi realizza opere d’arte, disegna oggetti e di chi produce design.

È il piacere dell’eccellenza che caratterizza anche le piccole scelte quotidiane.

Nella moda così come nel gusto. Nella scelta degli ingredienti delle pietanze, così come nei dettagli sartoriali che nascono dalle sapienti mani degli artigiani e generano esclusività e bellezza.

È il senso innato dello stile dei giapponesi. Quello decantato da Diana Vreeland, leggendaria direttrice di Vogue America, una delle personalità più influenti di sempre del fashion system.

Fra l’altro continuando a tessere questo immaginario filo rosso che unisce il nostro paese al Sol Levante, va detto che la direttrice creativa di Vogue Giappone è la pugliesissima Anna Dello Russo fashion editor ed autentica icona della moda.

Ma tutta questa premessa non avrebbe alcun senso se non volessi parlarvi di alcuni abiti, secondo me molto suggestivi ed esclusivi, realizzati dalla Watabe Wedding di Kyoto.

Abiti che nascono appunto dalla nuova tendenza giapponese di modificare gli abiti tradizionali, rendendoli simili a quelli abiti di foggia occidentale. Una capsule collection (“shoen”) composta da soli 5 abiti realizzati partendo da antichi kimono a maniche lunghe:

il risultato è un tripudio di colori e disegni che riproducono gru volanti, farfalle, fiori di glicine, orchidee peonie ed aceri. Rosso vivo, oro, sfumature di blu e rosa pallido sono solo alcune delle nuances che rendono sensazionali questi abiti tagliati senza spalline o svasati o disegnati nel classico stile impero. Questa contaminazione fra abiti tradizionali giapponesi (wafuku) ed abiti di foggia occidentale (yofuku) ha in comune la parola fuku che significa abito ma che in senso lato vuol dire anche felicità.

Che è poi il naturale sentire di ogni sposa.

antonio marzano