Arte artigianato e bomboniere

Abbiamo raccontato di paesaggi, di cibi e di storia, di costumi e tradizioni, un viaggio lungo e ricco di profumi e di emozioni legati alla nostra terra ed alla nostra cultura.

Ma anche il dettaglio tanto discusso come la bomboniera, può avere un legame stretto con la Puglia ed essere simbolo dalla nostra tradizione e cultura. Può essere espressione di una tradizione antichissima, fortemente influenzata dalle tante dominazioni e popoli che hanno calcato il territorio, espressione non solo di manualità ormai scomparsa, ma anche di simbologie e di desideri inespressi.

Iniziamo il nostro percorso da Grottaglie, Laterza, e Cutrofiano, centri di eccellenza della lavorazione della terracotta.

L’oggetto che vi consigliamo è quello più rappresentativo e simpatico il “lu pumu”, il piccolo pomo di ceramica dalle tante dimensioni e colori. Il Pumo è un meraviglioso concentrato di tradizione, arte e poesia: augurio di nuova vita, di resurrezione, di perfezione e bellezza.

La maggior parte di questi oggetti è realizzata e dipinta a mano, ognuno nello stile del ceramista che lo crea, splendido ricordo per la vostra festa nuziale.

La lavorazione della cartapesta, diffusasi soprattutto nella penisola salentina a partire dal ‘600, si basava principalmente sulla realizzazione di immagini sacre per le chiese e le processioni religiose. Si è poi passati alla realizzazione di “Pupi” (bambole). Perché, se vi sposate nel periodo natalizio, non omaggiare i vostri ospiti di un personaggio del presepe? L’originalità e l’unicità saranno molto apprezzate anche dai non credenti.

Non meno affascinante risulta essere l’arte della tessitura e del ricamo, che si diversifica in base al territorio. Nella zona di Maglie e Surano si conserva un’antica tecnica di origine saracena chiamata a “fiocco leccese”, mentre a Galatina e Ruffano si utilizza un’altra antica tecnica chiamata “chiaccherino”, tecnica utilizzata anche nella città di Conversano chiamata però “pizzo a navetta”.

Sicuramente le signore del vostro ricevimento saranno ben liete di ricevere un manufatto così realizzato, anche un semplice sacchetto porta confetti. Se avete in mente una festa molto salentina, in masseria con canti e balli legati alla pizzica, perché non pensare ad un oggetto in pietra leccese, il così detto “marmo dei poveri”? Si tratta di un calcare molto raro (sembra che si trovi solo in Puglia e a Malta), friabile al tatto, duttile nella lavorazione, ma che una volta lasciata ad ossidare all’aria aperta assume anche una buona durezza e resistenza.

Gli oggetti portafortuna che possono caratterizzare la vostra festa sono veramente tanti; dai colorati gechi ai simpatici gufetti, animali identificati dalla tradizione come auspicio di buona fortuna. Degno di essere menzionato perché legato all’arte povera ed espressione della nostra cultura è la lavorazione del vimini. Attività diffusa ancora in molti centri da San Severo, a Cassano, passando da Alberobello e Trani per arrivare ad Acquarica del Capo, dove si producono cesti di canna, paglia e giunco marino. I giunchi di vimini, venivano utilizzati in passato, mediante una tecnica ad intreccio, per la produzione di cesti e panieri da utilizzare nella vita quotidiana. Oggi, attraverso anche l’estrosità degli artigiani moderni sono diventati raffinati complementi d’arredo da inserire nel design domestico.

Ma non solo… avete pensato ad un piccolo cestino con dei dolcetti da offrire ai vostri ospiti?

Farete la gioia di grandi e bambini.

Floriana panza

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