Ogni tre giorni una donna viene ammazzata, stuprata, depredata della propria dignità.

Un fenomeno quello del femminicidio che non ha latitudini né confini. Non fa differenza fra paesi sviluppati e paesi del terzo mondo, non tiene conto delle classi sociali di appartenenza.

La violenza sulle donne è una manifestazione di potere, un dimostrazione di forza, un linguaggio basato sull’abuso.

La sua portata è globale, assume forme e modalità diverse. Non è solo fisica, ma è anche sessuale, economica e soprattutto psicologica.

È una spirale che porta l’uomo violento a sottomettere la sua partner in un crescendo di intimidazioni di vario genere, aggressioni fisiche e sessuali, minacce e ricatti.

Spesso avviene in ambito familiare all’interno delle mura domestiche .

Per questo serve un’azione costante di sensibilizzazione ed educazione. Prima di tutto nei confronti dell’uomo che trova nella violenza la soluzione più rapida ai conflitti o alle tensioni familiari.

Ma anche nei confronti della donna, affinchè impari a non tacere, a non accettare, a denunciare.

Il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne sono le scarpette rosse. Rosse perché simboleggiano la violenza, il sangue, e allo stesso tempo l’amore. Le scarpe sono invece la rappresentazione di un percorso che ogni donna intende realizzare verso la libertà dalla violenza.

L’utilizzo delle scarpe rosse come simbolo contro il femminicidio è cominciato in Messico nella Ciudad Juarez, uno dei posti dal tasso di femminicidi più elevato al mondo e si è diffuso in tutto il mondo, anche in Italia.

Le scarpe così come gli abiti rossi, sono diventate l’emblema di una lotta culturale e sociale che coinvolge tutti, uomini e donne. Non si deve mai tollerare la violenza, non ci si deve mai abituare ad essa.

Bisogna abbandonare modelli e stereotipi del passato, profondamente radicati nelle nostre società che predeterminano i ruoli di uomini e donne nella società. Spesso anche all’interno delle famiglie.

È giusto che anche le spose e gli sposi di domani siano consapevoli e preparate.

Per questo sosteniamo convinti la provocazione di Francesca Forni che ha scelto di fare sfilare anche un abito rosso, domenica sera durante la “Fashion Sunday” fra i vari modelli delle collezioni 2017.

E la presenza, in un evento all’insegna del glamour e della leggerezza, del centro antiviolenza “Riscoprirsi” di Andria e di “Save“ di Trani, due associazioni impegnate da anni sul tema del femminicidio e del sostegno alle donne oggetto di aggressioni.

La consapevolezza e l’educazione possono cambiare il mondo. E dare vita ad una società e a delle famiglie rispettose dei diritti e della dignità.

Fashion Night , domenica 18 Dicembre h.18.30 a Trani in C.so M.R.Imbriani, 231, presso l’atelier di Francesca Forni . Con i consigli di stile della bridal stylist Sabrina Altamura.

https://www.facebook.com/events/1872702199616531/

Non mancate e se sostenete la campagna contro la violenza sulle donne, scegliete di indossare anche voi qualcosa di colore rosso. Il colore dell’amore e del rispetto per la vita.

Mediapartner dell’evento “Quo vado Puglia”.

antonio marzano