Un matrimonio fuori dagli schemi.
Secondo Wikipedia l’hypster degli anni 40, periodo in cui tale termine è stato coniato, è “un uomo sotterraneo, anarchico, gentile e civilizzato al punto da essere decadente. Si trova sempre dieci passi avanti rispetto agli altri grazie alla sua coscienza.” Nel 2000 il termine è stato riattualizzato e indica “giovani, di classe medio-alta, abitanti dei grandi centri urbani; si interessano alla cultura alternativa (o presunta tale), amano appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti e hanno un caratteristico stile rétro. Si vestono con abiti usati, mangiano cibo biologico, sono vegetariani o vegani, bevono birra locale e amano girare in bicicletta”.
Il matrimonio hypster se ne frega dei canoni: zero etichette e zero formalità. Proprio perchè è fuorissimo, è assolutamente cool. Lasciate a casa chi vuole stare seduto per ore a trangugiare cibo, mollate le zie criticone che hanno una parola buona per tutti e scatenate l’inferno! Festa serale con buffet per girare, conoscere gente e far conoscere gente, parole e risate in libertà. Dj set per tutta la notte: rock anni 70 e 80, con brevi incursioni negli anni 90 e qualche nobile citazione sixty. Assolutamente proibiti i balli sociali a pena di espulsione dal party nuziale! Aggiungete una postazione makeup, che trasformi gli ospiti in consumate rockstar, metteteci un fotografo rock e camerieri vestiti da Syd Vicious che girano fra gli ospiti con cocktail biologicamente alcolici e delicatessen finger food.
Divertitevi e siate felici, che c’è di meglio?
Antonio marzano
