È un lunedì di agosto, Antony mi accoglie in studio con un sorriso ed un caffè. Il tempo del “come stai” e “che fai” e intanto mi guardo intorno. C’è una foto che colpisce la mia attenzione.

Una coppia di sposi, in un bus a Firenze in compagnia di una suora. La suora parla e allarga le braccia verso gli sposi, mentre loro sorridono complici. La donna ha sulle spalle la giacca di suo marito, mentre lui è in maniche di camicia e la abbraccia da dietro. Poi ci sono dettagli a non finire: un’altra passeggera che osserva curiosa, scritte sui finestrini, la macchina per obliterare. Questa foto è il racconto di un attimo o è un attimo che racconta. Parla di amore, di attenzione verso gli altri, di curiosità verso il mondo, di capacità di emozionarsi.

In qualche modo parla di Antony Pepe, il fotografo delle emozioni, capace di andare dritto al cuore con i suoi ritratti fotografici. Quel lunedì di agosto abbiamo parlato tanto. Io sono logorroico, ma lui è naturalmente curioso e profondo allo stesso tempo, per cui è un piacere ascoltarlo ed intervistarlo. Antony Pepe è un artista dotato di sensibilità speciale e di competenze maturate nel tempo. Partendo dalla laurea in regia cinematografica conseguita dieci anni fa presso la “Rome University of Fine Arts”.

La competenza gli consente la lettura tecnica della foto fatta di precisione, di chiaroscuri, di luce e cura del dettaglio. La sensibilità la trovi nella capacità di improvvisare, di cogliere l’attimo e raccontarlo per immagini. Il risultato è una fotografia spontanea, che racconta senza pose i momenti più intensi. E poi c’è la capacità di costruire rapporti profondi e amicali con le coppie che si affidano a lui.

Nelle foto di Antony, come nelle sue parole, cogli la sua umanità. Il legame con i nonni, entrambi vicini ai 100 anni, il sostegno dei genitori e l’importanza di valori come l’amicizia e il rispetto per gli altri. Il sentirsi fortunato per i riconoscimenti che gli arrivano ogni giorno, la riconoscenza verso tutti gli altri amici e collaboratori che costituiscono la sua “squadra”, l’affetto fraterno per Gianni Giotta che è molto molto più di un collega per lui, la capacità di sentire ed emozionarsi, come quando mi racconta della foto di un papà che abbraccia la figlia piangendo per la gioia. Antony mi racconta di aver sentito tutta l’intensità di quell’abbraccio, di quelle lacrime e di aver pianto anche lui dietro la mirrorless.

Mi parla dei suoi progetti, di quelli già avviati, come “Les Bébé” con la wedding planner Marina Aloia, e di quelli che verranno e di cui vi parleremo presto.

Il tempo passa in fretta è ora di andare. L’intervista ad Antony è stata più che altro una conversazione fra amici, perché Antony è anche questo.

Non è solo la lettura e la narrazione fotografica delle emozioni. Ma è soprattutto, il fratello, l’amico che tutti vorremmo.

antoniomarzano