Imprese e professionisti al centro dell’Agenda 2027: la svolta che chiede AEPI
Si è chiuso con un messaggio chiaro e unitario il 7° Meeting “Made in Italy – Stati Generali dei Professionisti e delle Imprese” organizzato dalla Confederazione AEPI a Palazzo Wedekind il 30 giugno. La richiesta che arriva dal mondo produttivo è netta: basta slogan, serve un cambio di passo concreto. Per un’intera giornata, rappresentanti del Governo, istituzioni europee, enti locali e imprenditori si sono confrontati sul futuro dell’economia italiana e sulle sfide che ci attendono verso l’Agenda 2027. Il tema centrale? Come rendere imprese e professionisti davvero protagonisti delle politiche di sviluppo, non solo sulla carta.


“Non uno slogan ma una priorità permanente”
Ad aprire i lavori è stato il presidente di AEPI, Mino Dinoi, che ha voluto sottolineare il valore di questo appuntamento come momento di dialogo stabile tra chi governa e chi ogni giorno crea ricchezza e occupazione. Ma ha anche lanciato un messaggio che guarda avanti, al futuro della Confederazione e del Paese. «Il prossimo 28 novembre AEPI celebrerà il suo ottavo anniversario e, in vista dell’Agenda 2027, chiediamo che imprese e professionisti non siano soltanto uno slogan politico ma diventino una priorità permanente dell’azione di Governo, indipendentemente dalle maggioranze.»

Competitività, sicurezza e stabilità: le parole chiave
L’intera giornata è stata attraversata da un filo conduttore ben preciso: la capacità del sistema Italia di navigare in un contesto internazionale sempre più instabile. Tra tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche e nuove sfide per la competitività, la posta in gioco è alta. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha sottolineato un punto cruciale: «Il carattere politico e la stabilità di Governo sono fondamentali per la continuità dell’interlocuzione sul piano internazionale e sul piano interno che consentono di incidere concretamente.» Un richiamo alla necessità di coerenza e visione, in un momento in cui l’Italia deve farsi sentire sia in Europa che nei consessi globali.

Le PMI italiane? “Una lezione di resistenza”
A portare lo sguardo sull’Europa è stata Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo, che ha messo in luce la straordinaria capacità di tenuta del tessuto imprenditoriale italiano, fatto soprattutto di piccole e medie realtà. «La nostra piccola e media impresa ha dimostrato grande resistenza agli shock: dalla pandemia alla guerra russo-ucraina fino alle tensioni commerciali internazionali. È un tessuto fondato sull’impegno, sul sacrificio e sulla capacità di innovare.» Un riconoscimento importante, che però non deve far abbassare la guardia.

Il peso della burocrazia e la sfida dell’innovazione
Nel corso del dibattito, è emersa con forza anche una delle criticità più sentite da chi fa impresa: il carico burocratico. La deputata Maria Elena Boschi ha centrato il punto:
«La vera sfida che propone oggi AEPI è capire come stare accanto alle imprese e ai professionisti in una sfida che non riguarda soltanto la crescita economica, ma soprattutto il peso della burocrazia.» Una dichiarazione che riporta l’attenzione su un nodo strutturale del sistema Italia: semplificare per crescere. Non solo innovazione tecnologica, quindi, ma anche innovazione amministrativa. Proprio su questo fronte, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha portato l’esempio della Capitale, illustrando come gli investimenti legati al Giubileo e al PNRR stiano accelerando interventi strategici grazie a una maggiore collaborazione tra istituzioni, imprese e parti sociali.

I temi caldi: Piano Mattei, Terzo Settore e nuove competenze
La giornata ha toccato molti altri temi: l’internazionalizzazione delle imprese, il contributo del Terzo Settore allo sviluppo del Paese, il rapporto tra competenze, lavoro e produttività. Temi strategici che disegnano il perimetro di un’Italia che vuole restare competitiva. Un’attenzione particolare è andata anche al Piano Mattei, inteso come opportunità per aprire nuovi scenari di collaborazione internazionale.
Un appuntamento che guarda al futuro
Il 7° Meeting Made in Italy si è chiuso con un punto fermo su cui tutti hanno concordato: la competitività del Paese si gioca sulla capacità di lavorare insieme. Vuol dire valorizzare chi ogni giorno fa impresa e professione, tenere aperto il confronto tra istituzioni e mondo produttivo, e costruire interventi che trasformino le sfide globali in occasioni di crescita, non in ostacoli. AEPI, da parte sua, non ha intenzione di fermarsi qui. L’obiettivo è continuare a portare avanti questo dialogo nei prossimi mesi, rafforzando il proprio ruolo di ponte tra chi governa e chi produce, e confermandosi come punto di riferimento per professionisti e imprese che vogliono farsi sentire.

La cena di networking a Terrazza Caffarelli
La serata è poi proseguita con una cena di networking a Terrazza Caffarelli, a Roma, che ha offerto un prezioso momento di confronto informale tra i protagonisti del mondo istituzionale, imprenditoriale e professionale, suggellando le alleanze e le sinergie emerse durante il Meeting. In quella stessa cornice suggestiva, si è tenuta la prima edizione del Premio delle Eccellenze AEPI, un riconoscimento voluto per celebrare le realtà che si sono distinte per innovazione, tradizione e capacità di generare valore nel segno del saper fare italiano.

Il senso del Wedding nel Made in Italy
Ora qualcuno si starà chiedendo perché un magazine dedicato al wedding si stia preoccupando di raccontare il convegno AEPI. Non solo, il sottoscritto, in qualità di presidente di PWPA Puglia Wedding Production ha persino partecipato a quel convegno.
La risposta nasce dalla considerazione che il Made in Italy trovi la sua naturale e più affascinante conclusione nella wedding industry. Se il sistema Italia è riconosciuto nel mondo per l’artigianalità, il design, l’eleganza e l’ospitalità, è nel settore dei matrimoni e degli eventi di lusso che tutti questi elementi si fondono in una sintesi perfetta. La wedding industry italiana non è solo un comparto economico in crescita, ma la vetrina più autentica del nostro genius loci: dalla moda sartoriale all’oreficeria, dalla ristorazione d’eccellenza alla progettazione di location storiche, ogni matrimonio internazionale celebrato nel nostro Paese diventa un ambasciatore del lifestyle italiano. Un settore, dunque, che trasforma la bellezza in impresa e che, in perfetta sintonia con lo spirito del Meeting, dimostra come la competitività del Made in Italy passi anche dalla capacità di saper raccontare e vivere l’eccellenza in ogni suo dettaglio, generando occupazione, indotto e promozione culturale su scala globale.
Antonio Marzano
