WEDx

Siamo stati a Torino per il WEDx e per la finale nazionale degli Italian Wedding Awards, la competizione che premia le eccellenze nel settore del matrimonio made in Italy.

Se mi chiedessero di sintetizzare in poche parole questa due giorni sabauda, userei le parole di Cesarone Cremonini: “Ho visto un posto che mi piace, si chiama Mondo / ci cammino, lo respiro, la mia vita è sempre intorno”.

Il WEDx, la conferenza di servizi sul destination wedding, è un format ideato e voluto fortemente da Camelia Lambru, ideatrice anche degli Italian Wedding Awards insieme a Mariangela Savonarota.

Questo focus sul destination wedding, è stato in realtà un viaggio intorno al mondo, cominciato con la cake designer Elizabeth Solaru e proseguito con un giro virtuoso e virtuale intorno al pianeta per approfondire le diverse tradizioni, tendenze e tipologie di matrimonio. Descriverle tutte è complicato: la Huppah del rito ebraico, le scelte degli sposi libanesi e quelle degli olandesi; l’effetto bollywood di quelli indiani e la crescente domanda di destination wedding dalla Cina. A raccontarcele, alcune delle eccellenze del destination wedding mondiale: Michelle Jacobs, Muriel Saldalamacchia, Urvashi Kandhari, Micheline Diab, Mr Sidh, Hella Huizinga, Giovana Dualibe.

In questa sorta di World Wide Wedding, l’Italia riveste un ruolo di primo piano. Del resto le condizioni climatiche, sociali, culturali e paesaggistiche sono tutte a nostro favore. Nel 2018, in Italia, per matrimoni di persone provenienti da altri paesi, sono stati spesi circa 550 milioni di euro. Una cifra destinata ad incrementare in maniera esponenziale. Di fronte ad una richiesta sempre crescente, è importante costruire un’offerta adeguata. Serve alzare l’asticella, un cambio di mentalità che ci porti ad essere più proattivi rispetto alle richieste provenienti dall’estero. È necessario costruire reti, distretti che vedano come primo livello di interlocuzione i boards turistici locali, ed a pioggia tutti gli addetti del settore. Soprattutto è importante formarsi ed informarsi: conoscere abitudini, tradizioni e differenze, essere in grado di rispondere a tutte le necessità specifiche, costruire delle proposte che vadano oltre il ricevimento di nozze. Perché il destination wedding dura ormai, anzi per fortuna, cinque giorni. Per questo si deve pensare a proporre esperienze degne di questo nome, per contribuire a rendere unico e speciale l’evento di chi ha attraversato il mondo per venire a sposarsi nel nostro Paese.

Il territorio non è rappresentato semplicemente dai siti di interesse culturale o sociale, ma anche e soprattutto dalle persone che rendono unico ed irripetibile quel determinato luogo. Ecco perché è necessario costruire distretti ed attivare i cosiddetti circoli virtuosi. Nessun operatore da solo può essere in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Serve superare la logica dell’orticello e pensare in termini di filiera. Per dirla con le parole di uno dei relatori “when we meet, we change the world”.

Da pugliese posso ritenermi fiero di poter annoverare la nostra Regione, fra i modelli di questa illuminata tendenza evolutiva. Stiamo lavorando costantemente al miglioramento delle nostre competenze ed alla costruzione di offerte esperienziali sempre più uniche, tipiche e figlie del nostro senso d’appartenenza alle radici comuni. Stiamo scoprendo il valore del networking, la logica del fare squadra.

Italian wedding awards / we are Puglia

E come squadra ci siamo presentati a Torino in occasione del Wedx e della finale nazionale degli Italian Wedding Awards 2019. La premiazione e la cena di gala si sono svolte in una cornice d’eccezione: entrare nei saloni della reggia di Venaria è stata un’emozione che ti toglie il fiato. Gli ospiti sono entrati in religioso silenzio, tutti con la testa rivolta verso l’alto. Sembrava di essere sul set di Harry Potter quando il maghetto entra per la prima volta nella sala grande di Hogworths, quella con le candele sospese.

In questo contesto così suggestivo ed unico, la Puglia è stata la regione che ha conseguito il maggior numero di riconoscimenti. Masseria Montalbano, Idea Sposa, Nino Armenise, Famiglia Fieschi, Incantalupo Atelier, Le Vélo Fotografia, ed Antonio Colonna sono risultati i migliori d’Italia nelle loro rispettive categorie: venue, abiti da sposa, scarpe sposa, pasticceria, hair stylist, fotografia e gioielleria. Un risultato che premia la nostra cultura del matrimonio, il valore che ognuno di noi attribuisce a questo momento così speciale nella vita, e l’impegno dei nostri “specialisti del wedding” nella costruzione di un percorso d’eccellenza realizzato sempre più con metodologia “sartoriale”.

Un valore individuale che diventa networking di qualità, grazie alla strategia, all’indirizzo ed alla visione prospettica di PugliaPromozione. Anche a Torino siamo testimoni “oculari” della professionalità, dell’entusiasmo e dell’impegno, di Marilyna Desario, referente per il wedding della nostra Agenzia Regionale del Turismo. Così come va sottolineato il ruolo e l’impegno delle referenti regionali di Italian Wedding Awards, le organizzatrici di eventi Giulia Molinari e Marilù Modugno. Insieme sono state mente ed anima del team Puglia.

E poi c’erano Michele, Enrico, Gianluca, Anna Grazia, Viola, Lia, Roberto, Anna Laura, Anna Lisa, Lucia, Antonio e tanti altri ancora, a comunicare e promuovere il nostro territorio.

E naturalmente c’eravamo anche noi di domanimisposo, sempre più entusiasti di poter raccontare le infinite sfumature del matrimonio made in Puglia.

Una regione esclusiva ed inclusiva allo stesso tempo: esclusiva perché diversa da tutte le altre, inclusiva perché aperta al mondo.

Cremonini non ce ne voglia se parafrasiamo la sua canzone, ma “questo è il posto che ci piace, si chiama Puglia”.

Antonio Marzano

 

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