TTG 2026 a Rimini: più Mondo, più incontri, più Italia
Chiudono i padiglioni e a Rimini resta quell’odore di moquette e caffè freddo che hanno tutte le fiere a fine corsa. Ma sotto le luci al neon, in tre giorni, ho visto muoversi il mondo. Duemilaottocento marchi, più di mille buyer, quindicimila incontri d’affari. Sono i Meet&Match, gli speed date tra operatori: pochi minuti, una stretta di mano, e una rotta prende forma. A crescere, a questa sessantatreesima edizione di TTG Travel Experience e InOut, è soprattutto lo sguardo fuori dai confini: più 11% di espositori esteri, più 8% di area espositiva internazionale. Il tema era Exist, e c’era dentro tutto: destinazioni di mezzo pianeta, Regioni italiane che a Rimini non si limitano a vendere i loro paesaggi ma discutono di strategie, e i tre partner istituzionali, Maeci, Ice ed Enit, a fare da cornice.
Poi ci sono i numeri di TTG Monitor, l’indagine fatta tra gli operatori della manifestazione. L’Italia resta la meta più richiesta (21,9%), poi le capitali europee (12,8%) e il Giappone (9,6%). Tira il turismo esperienziale, tira il benessere, tira il lusso, tira lo slow travel, che è il vecchio andare piano con un nome inglese. Il budget più indicato per la vacanza principale sta tra i tremila e i cinquemila euro a persona, scelto dal 36,6% degli intervistati. E poi l’intelligenza artificiale: il 46,6% pensa di usarla per cucire addosso al cliente le proposte, il 43,4% per la vendita diretta. Eppure la lezione che ho sentito ripetere è che la macchina non basta. Consulenza e fiducia restano decisive, soprattutto quando qualcosa va storto e serve una voce umana dall’altra parte.
Ai buyer questi dati non bastavano. Le ricerche presentate in anteprima da Isnart, Nexi e Politecnico di Milano, la survey sulla Zero Click Economy, l’Osservatorio Confturismo-Fwg e il Rapporto sul Turismo Italiano fanno cinque letture diverse dello stesso Paese che cambia. Rimini, in questi giorni, funziona da osservatorio.
A InOut l’ospitalità ha cambiato passo, e si vede nel modo di guardare i luoghi. Si è parlato di progetto, di sostenibilità, di accessibilità. Thinking Box è uscita dal suo spazio tradizionale ed è entrata direttamente nei padiglioni: architetti e progettisti a spasso tra gli stand delle aziende, a vedere le cose dove nascono. La mostra Sustainable & Inclusive Hospitality Design ha messo in fila soluzioni per spazi capaci di accogliere esigenze diverse. Poi il mare, che qui comanda. Il Sindacato Italiano Balneari ha messo sul tavolo i numeri dell’estate 2026: presenze in crescita del 2%, turisti stranieri del 6%. A proposito di mare abbiamo parlato di beach wedding e di come una cerimonia sul mare possa diventare prodotto turistico. A condizione che dietro ci sia un sistema integrato che metta insieme Istituzioni, professionisti e territorio.
C’è però un’altra storia che mi ha colpito, e non sta sulla spiaggia. Ai TTG Star Award 2026, assegnati sulla base di oltre seimila voti dei lettori di TTG Italia, sono stati premiati Gaetano Intrieri, Marcello Mangia, Kyriaki Boulasidou e Francesco Vitali. Il premio speciale è andato ad Alex Toselli, presidente di Albergo Etico, un modello di ospitalità che ha coinvolto finora 375 persone con disabilità in percorsi di inserimento lavorativo. Un’ospitalità che accoglie perché ha imparato a includere.
Si spengono le luci, si arrotolano i cavi, i badge finiscono in fondo alle borse. Ma chi fa questo mestiere lo sa: una fiera non finisce, cambia solo di indirizzo. Si riparte da Firenze, dal 27 al 29 ottobre, con Aura – The Luxury Travel Event, e poi si torna qui, sul mare d’inverno, dal 13 al 15 ottobre 2027. Fino ad allora, buon viaggio a tutti. E ricordatevi: le rotte migliori cominciano sempre con una stretta di mano.
Antonio Marzano


