È un tema caldo, anzi bollente. Ne hanno discusso al G20, lo si trova nei fondi del PNRR, è di gran moda in ogni ambito culturale e sociale.

Perché non parlarne anche a proposito del matrimonio?

Perché non analizzare pregi e vantaggi di un matrimonio eco-friendly? Siamo convinti che con piccole scelte strategiche ognuno di noi possa fare la propria parte per contribuire a ridurre l’impatto ambientale, anche e soprattutto nel giorno delle nozze.

Pensate a quello che succede normalmente in una festa, tenete conto dei consumi di energia, del cibo che va sprecato, dei fiori che non arriveranno a fine serata e metteteci pure i costi di spostamento.

Non vi chiediamo di indossare i panni di Greta Thunberg e rinunciare alla festa ed alla gioia nel giorno delle nozze. Ma iniziamo a prensare in termini di sostenibilità.

Intanto iniziamo a capire cosa significa, perché è davvero importante.

Nel 1987 in occasione della prima conferenza ONU sull’ambiente si è descritta la sostenibilità come “uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità di realizzare i propri bisogni per le generazioni future”.

Non significa rinunciare ma saper scegliere, saper ottimizzare senza produrre rifiuti inutili che arrechino danni all’ambiente o all’uomo.

Un esempio per tutti: basta scegliere prodotti stagionali per il rinfresco e per gli allestimenti per risparmiare sull’impatto ambientale così come sull’impatto del proprio portafogli. Scegliete una struttura attenta a queste tematiche, che magari utilizzi materie prime di prossimità.

Se possibile, concentrate in un unico luogo il rito ed il banchetto di nozze. O comunque optate per la soluzione più vicina.

State sicuri che a ringraziarvi non sarà solo l’ambiente ma anche i parenti e gli amici che non dovranno attraversare la regione per spostarsi dalla chiesa alla location. E se proprio è necessario spostarsi pensate ad un bus che trasporti insieme tutti gli invitati contribuendo a creare convivialità, e a salvaguardare chi magari alza il gomito.

Per quel che concerne il banchetto poi, è ora di cambiare. È vero, il pranzo alla pugliese è una sequenza interminabile di portate alle quali è difficile resistere. Ma è arrivato il momento di invertire la tendenza: riduciamo le portate e riduciamo le quantità. Evitiamo di strafare per evitare di sprecare. E se il cibo avanza facciamo in modo di non buttarlo. Molte sale ricevimento ormai hanno accordi con associazioni locali di volontariato. Gli avanzi vengono messi da parte e donati ai più bisognosi.

Ma non è disdicevole anche la cosiddetta doggy bag, quello che una volta si chiamava il “pacco a ritirare”.

Portare a casa per consumare, è un’alternativa meno generosa ma comunque ecosostenibile.

Lo abbiamo scritto già sopra ma lo ripetiamo. Più è ravvicinata la provenienza dei prodotti, minori sono i chilometri percorsi per arrivare alle nostra tavole. E oltretutto facciamo lavorare la filiera del cibo più vicina a noi.

E scegliere prodotti di stagione è un altro passo verso la sostenibilità perfetta.

Gli allestimenti ed il bouquet. Anche qui vale il principio del prodotto fresco di stagione, vale la maestria dei nostri fioristi che trattano il fiore come un bene prezioso da valorizzare e non da buttare via. Se come ha detto qualcuno “Ogni fiore è un’anima che sboccia nella Natura”, bisogna aver rispetto del peso dell’anima.

Poi ci sarebbero le partecipazioni. Non dico di mandarle via mail o whatsapp. Ma scegliere carta riciclata e/o certificata FSC o PEFC è quasi un dovere morale.

La bomboniera: ecosostenibilità non significa significa solo prodotti riciclabili ma sostenere il territorio. Perché non scegliere allora manufatti artistici locali o bomboniere alimentari a km 0? Ormai c’è solo l’imbarazzo della scelta, e la cura del packaging è sempre più scrupolosa e orientata al design.

Ah ci sarebbe l’abito. Molti consigliano l’usato sicuro della mamma della sposa, c’è chi consiglia il noleggio, chi addirittura opta per il bianco lowcost del grande magazzino.

Io credo che il low cost non significhi sostenibilità perché spesso e volentieri si tratta di capi realizzati dall’altro capo del mondo, passatemi il gioco di parole. E spesso e volentieri confezionati con materiali che di naturale non hanno niente, neanche l’etichetta.

Ma la materia è complessa e la rimando ad un articolo dedicato.

Quel che mi preme sottolineare è il valore di questi piccoli gesti. Intanto non sono da fanatici dell’ambiente, ma sono tremendamente attuali e di tendenza. E poi credo che se ognuno di noi dedicasse una minima attenzione alle proprie scelte, il pianeta intero sorriderebbe di più

antoniomarzano