Sposarsi in Puglia significa, quasi sempre, sposare la Puglia.

Innamorarsi dei luoghi, dei colori, dei profumi tipici ed unici della nostra terra.

Un viaggio nella nostra regione è l’occasione per immergersi in uno stile di vita in cui il passato è memoria viva e cultura di valori.

Sposarsi in Puglia vuol dire scegliere la nostra cultura, il nostro cibo, le nostre tradizioni. E le nostre bomboniere. Che sono retaggio di una tradizione antichissima, fortemente influenzata dalle tante dominazioni e che si sono susseguite nella storia. E che esprimono perfettamente, grazie all’abilità manuale dei nostri artigiani l’essenza più spirituale della nostra terra, quella ricca di simbolismi e voti d’auspicio.

Il viaggio nell’artigianato locale comincia da Grottaglie, Laterza, e Cutrofiano, centri di eccellenza  per la lavorazione della terracotta.

Volevamo essere come le cose di terracotta / Esserci per quelli, che prendono il loro caffè di mattina alle cinque in cucina / Appartenere ai tavoli semplici / Volevamo essere come le cose di terracotta, fatte di terra dei campi /… / Saremo come i cocci delle cose di terracotta: mai più un insieme, forse un balenare nel vento”.

Questi versi di Reiner kunz evocano la qualità della terracotta, la sua semplicità. Soprattutto evocano quella quotidianità fatta di gesti semplici, come bere il caffè caldo mentre ancora albeggia.

Questa materia, che deriva dalla terra dei campi, dopo una lavorazione complessa e rigorosamente manuale, si trasforma in pezzi unici e manufatti d’arte.

Pensiamo al PUMO, “lu pumu”, il piccolo pomo di ceramica dalle tante dimensioni e colori. Il Pumo è un meraviglioso concentrato di tradizione, arte e poesia: la sua forma simile ad un bocciolo racchiuso spesso tra foglie d’acanto esprime purezza, fecondità, prosperità e, dunque, anche ricchezza. Non a caso spesso le famiglie pugliesi più nobili sceglievano il pumo come elemento decorativo per le facciate dei loro palazzi, per le ringhiere o per le balaustre di scale e balconi.  Oggi è diventato una degna icona del viaggio in Puglia anche perché la raffinatezza della lavorazione e la forma lo hanno reso quello un must have adatto ad ogni ad ogni tipo di arredamento.

Altro prodotto in terracotta è il fischietto di Rutigliano.  La tradizione racconta che nel giorno di Sant’Antonio Abate, l’uomo donasse alla sua futura sposa un fischietto in terracotta a forma di gallo, come simbolo della propria virilità. La donna portava quel gallo alle labbra e fischiava completando così il rituale di buon auspicio per le nozze imminenti. Quella del fischietto in terracotta simbolo di corteggiamento e talismano della felicità nuziale è diventata un’arte secolare tramandata di generazione in generazione. E le botteghe dei “figuli”, così si chiamano gli artigiani, sono un luogo speciale in cui vivere l’esperienza della loro abilità manuale.

Un’altra materia povera trasformata in manufatto artistico è la cartapesta, la cui lavorazione tipica soprattutto del Salento era molto diffusa già nel ‘600. Inizialmente si basava principalmente sulla realizzazione di immagini sacre per le chiese e le processioni religiose. Si è poi passati alla realizzazione di “Pupi” (bambole). Ma il pezzo forte sono i personaggi del presepe, autentici capolavori del nostro artigianato spesso proposti come dono per gli invitati al matrimonio.

Un’arte non meno nobile ed affascinante è quella della tessitura e del ricamo, diversificata in base al territorio. Nella zona di Maglie e Surano si conserva un’antica tecnica di origine saracena chiamata a “fiocco leccese”, mentre a Galatina e Ruffano si utilizza un’altra antica tecnica chiamata “chiaccherino”, tecnica utilizzata anche nella città di Conversano chiamata però “pizzo a navetta”. L’arte del tombolo ha avuto una degna vetrina con l’evento Dior a Lecce, che ha portato alla ribalta mondiale i fazzoletti ricamati per le spose da Marilena Sparasci di Tricase. In un matrimonio pugliese un manufatto del genere conferisce pregio e valore assoluto a qualsiasi confettata a cui spesso viene abbinato.

Se il matrimonio  si svolge in masseria con canti e balli legati alla pizzica, perché non pensare al cosiddetto “marmo dei poveri”? Si tratta di un calcare molto raro (sembra che si trovi solo in Puglia e a Malta), friabile al tatto, duttile nella lavorazione, ma che una volta lasciato ad ossidare all’aria aperta assume anche una buona durezza e resistenza. Con questo materiale speciale vengono realizzati rosoni, fregi ed oggetti di grande valore artistico. Spesso questi materiali vengono anche utilizzati per realizzare animali identificati dalla tradizione come auspicio di buona fortuna, dai gechi ai gufetti. Colorati con smalti speciali trasmettono allegria e positività e sono belli da esporre in casa.

Chiudiamo il nostro percorso con un esempio classico dell’arte povera: la lavorazione del vimini. Attività diffusa ancora in molti centri da San Severo, a Cassano, passando da Alberobello e Trani per arrivare ad Acquarica del Capo, dove si producono cesti di canna, paglia e giunco marino. I giunchi di vimini, venivano utilizzati in passato, mediante una tecnica ad intreccio, per la produzione di cesti e panieri da utilizzare nella vita quotidiana. Oggi, l’estrosità degli artigiani moderni ha trasformato la funzione di questa lavorazione che non serve più alla produzione di utensili di uso quotidiano ma alla creazione  di raffinati complementi d’arredo da inserire nel design domestico. Anche il materiale si è evoluto, dalla paglia o dal giunco si è arrivati all’utilizzo di carta riciclata con cui si realizzano anche coloratissimi pumi intrecciati, uguali nella forma a quelli in ceramica e spesso utilizzati con la finalità di bomboniera espressione del nostro territorio.

La sensazione, sempre più avvertita in questo viaggio sui binari della tradizione, è che l’artigianato pugliese sia sempre più associato all’idea di innovazione, ricerca e sperimentazione.

Che quello che era l’utensile di un tempo, oggi sia oggetto di design, con un valore speciale conferitogli dal non essere figlio della serialità industriale ma di essere manufatto, unico e uguale solo a sé stesso.

Nuovi artigiani, mescolano antiche lavorazioni a nuovi saperi, utilizzano tecniche tradizionali riadattate d un gusto più attuale, per realizzare oggetti che siano espressione dell’estetica moderna.

L’artigianalità della lavorazione conferisce ulteriore valore al design, il valore della lentezza nel processo produttivo, la bellezza del calore umano e la variabile della personalità di ciascun artigiano.

La Puglia diventa così fucina di nuovi mestieri che riscoprono l’arte della manualità, danno valore all’unicità delle creazioni e celebrano così la bellezza dell’imperfezione.

Vitantonio Marzano

La foto di copertina è una cortesia di Francesco Gravina

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