Qui l’eccellenza è di casa. Non solo per il design unico e speciale della struttura ridisegnata dall’architetto Ettore Mocchetti (direttore delle riviste “Traveller” e “AD”) partendo dal recupero conservativo dell’ex pastificio. Ma anche per la scelta di puntare ad un servizio di ristorazione adeguato alla bellezza del luogo, affidandosi ad un professionista dal sicuro talento come lo chef Giuseppe Resta.

Per comprendere meglio la filosofia e le proposte dello chef, vi riportiamo alcune delle risposte rilasciate nell’incontro che abbiamo avuto con lui. “Il piatto preferito di Giuseppe Resta bambino è la semplicità autentica degli spaghetti al pomodorino fresco e basilico, simbolo della cucina italiana nel mondo. Da professionista riconosciuto nel settore della ristorazione la mia scelta ricade invece su due ricette in particolare: lo ‘Scialatiello Oasi Felice’, che ha ottenuto il premio da Relais & Châteaux Italia, a base di olio extra-vergine di oliva, pomodorino fresco, mandorle e maggiorana, oltre, naturalmente, allo scialatiello come formato di pasta. E poi ‘Joia’: gnocchi di patate viola, su mornay di rapa rossa, burro chiarificato al tartufo e petali di fiori eduli. Questi piatti sono oggi presenti in diverse riviste di prestigio e arricchiscono la rinnovata offerta di Alvino 1884, a Matera”. “La mia cucina parte dalla valorizzazione della materia prima, e dal rispetto dei prodotti che ci dà la nostra terra, in tanti casi unici al mondo. Un esempio tra tutti, l’utilizzo prevalente dell’olio evo a crudo e non in cottura per esaltare i sapori dei cibi conservando le sue proprietà organolettiche. Altro elemento portante è il lavoro di squadra in cucina. Il successo di un piatto e la soddisfazione degli ospiti dipende anche da questo. Quando una coppia sceglie Alvino 1884, sa che trova persone prima ancora che professionisti. Persone pronte a relazionarsi con la massima attenzione verso la cultura e le sensibilità degli sposi, verso la loro provenienza, i lori desideri più sinceri”.

“Il matrimonio è soprattutto tradizione, per questo credo sia importante creare il giusto equilibrio tra l’identità della coppia e la fantasia che guida il processo creativo in cucina. Va bene la tendenza a sperimentare, a modificare la materia prima ripresentandola con lo stesso sapore, ma con una forma diversa. Ma senza stravolgere, senza snaturare la tradizione”.

Come del resto si evince dalla proposta di menu di cucina appulo lucana pensata dallo chef per una coppia di sposi stranieri. Un menu bilanciato tra tradizione e respiro internazionale, che comincia con un aperitivo di benvenuto rinforzato, basato sulla lavorazione e presentazione di prodotti locali pugliesi e lucani come, ad esempio, latticini e verdure in tempura. Prosegue con qualche assaggino di primi, un secondo di pesce come il filetto di ombrina oppure, volendo optare per specie locali, una doppia consistenza di gambero rosso sia in tartarre che in crosta di sale. Per concludere, frutta e dolci: tanta varietà di colori privilegiando la stagionalità. Il tutto abbinato ai giusti vini per valorizzare i piatti ed esaltare i sapori.

Mangiare sano, tipicità, autenticità, qualità, sostenibilità…Come si evince dalle parole dello chef Giuseppe Resta, ad Alvino 1884, l’eccellenza è una cosa semplice.

vitantoniomarzano

ALVINO 1884

foto di copertina di Sergio Supino