“Wise men say / Only fools rush in / But I can’t help falling in love with you / Shall I stay ? / Would it be a sin / If I can’t help falling in love with you?”
Correva l’anno 1961 ed Elvis cantava dell’impossibiltà di resistere alla magia dell’innamoramento.
In una fredda giornata di ottobre, mi ritrovo ad ascoltare Elvis e a pensare al tema della passione. Un tema spesso ricorrente, per non dire inflazionato, quando si parla di matrimoni o altre soluzioni a tempo indeterminato. Fra cuoricini e ti amo buttati al vento come coriandoli, spesso si sottovaluta il significato della parola amore, o lo si dà per scontato.
Allora ho provato a capire, a pensare a cosa succede nella nostra testa quando, come Elvis, non possiamo fare a meno di innamorarci.
Per non cedere subito alla tentazione del romanticismo, ho cercato di documentarmi e sono partito dalla prof.ssa Donatella Marazziti, psichiatra all’Università di Pisa, che ha studiato le correlazioni fra le varie forme di innamoramento e le alterazioni neurobiologiche o ormonali. Per dirla con le sue parole, “l’innamoramento è una forma transitoria di follia che porta gli innamorati a stati di euforia alternati a momenti di sconforto nei momenti di minore corrispondenza d’amore”.
La nostra attenzione è proiettata costantemente sul destinatario del nostro innamoramento, che diventa ai nostri occhi l’ottava meraviglia del globo terracqueo. La quotidianità si svuota di tutte le attività ordinarie, per diventare base di pensiero rivolta verso l’altro.
E cosa succede quando l’innamoramento diventa amore? È una passione che si spegne o una fiamma “fredda” che brucia sempre?
Io credo che l’innamoramento sia fiamma che scotta, pensiero costante, tensione sottile, mente che si sposta su un piano diverso della realtà. Puoi provare a riequilibrare, sperimentare la meditazione o assumere Lexotan, ma non serve a niente. Al mattino sarà sempre e comunque il tuo primo pensiero. E l’ultimo, la sera prima di provare a chiudere gli occhi.
L’innamoramento è l’attesa compulsiva di un messaggio che non arriva, il sorriso che parte spontaneo quando scopri di essere nei suoi pensieri.
E l’amore, invece? L’amore è semplicemente la fase successiva dell’innamoramento, è la voglia di concretezza, insieme. E’ fuoco lento, ma costante. Calore che regala benessere. Una tazza di thè bollente fra le mani congelate dal freddo dell’inverno. Un abbraccio che ti fa stare bene. Amore è sentirsi a casa, al riparo dal vento. È un tuffo liberatorio nel mare, è ossigeno quando l’aria manca. Amore è stato di necessità, amore è “quello che ci manca”, è la colonna sonora del nostro film preferito, è la nostra canzone preferita che passa alla radio, è il sole dopo giornate grigie di pioggia. È un silenzio fatto di sguardi.
Puoi fuggire lontano, ma non sfuggirai mai all’amore. Non è un sentimento monopolizzante, non è la passione che offusca la mente, ma è un bisogno vitale, è funzione primaria.
Vitantonio Marzano
Foto di Dmitrii Eliuseev su Unsplash

