La casa è il teatro di complesse interazioni, il luogo dei rituali quotidiani, lo spazio per le cerimonie eccezionali. É l’ambito in cui scorre la vita, dove si vivono gioie e dolori della quotidianità.
Nel corso del tempo lo spazio abitativo ha subito una modificazione legata all’evoluzione dei comportamenti. Oggi, sempre più, l’uomo aspira a una casa intelligente dove soluzioni tecnologiche su misura integrano il concetto di comfort abitativo, di sicurezza e di risparmio energetico.
Illuminare un’unità abitativa può apparire a prima vista un’operazione piuttosto semplice ma in realtà non lo è affatto. Illuminare gli spazi di una casa significa prendere visione dell’aspetto formale dei luoghi, dell’arredamento, dei colori ma vuol dire anche prendere conoscenza del comportamento e delle abitudini dei suoi ospiti. La luce interpreta gli spazi, li evidenzia, li rende visibili ed ha sull’ambiente domestico un grande potenziale emotivo ed evocativo. Possiamo, in questo senso, affermare che la luce assume la “quarta dimensione” dell’architettura.
Non si può non tenere conto, però, della luce naturale. Negli spazi domestici la luce artificiale non deve essere considerata una semplice integrazione della luce naturale. Entrambe devono cooperare per gran parte della giornata e con l’avvento del buio la luce artificiale potrebbe far assumere allo spazio domestico anche nuove espressioni. Alla base di ogni progetto è opportuno fare un’attenta analisi di come sono orientate le diverse stanze della casa e quindi capire come, in quali ore e con che colori incide la luce naturale per poter integrare ed agire con quella artificiale.
Altro punto di partenza di un progetto illuminotecnico è capire esattamente di quanta luce si ha bisogno nei vari ambienti.
L’illuminazione domestica deve essere progettata anche per esaltare i dettagli architettonici di uno spazio, per dare risalto a particolari punti focali e per contribuire a modificare e/o attenuare i difetti dell’ambiente.
Un progetto illuminotecnico errato può distruggere anche l’ambiente meglio arredato e progettato. Colpevole di ciò, in molti casi, è l’utilizzo del diffusissimo punto luce centrale. Tale fonte luminosa genera una luce uniforme, deprimente e priva di ombre, assolutamente insostenibile nell’immagine moderna di casa. Le Corbusier ha scritto che “l’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raccolti sotto la luce”.
Prima di scegliere gli apparecchi illuminanti occorre avere un’idea dei principali tipi di illuminazione e delle conseguenti finalità:
La LUCE AMBIENTALE/ARCHITETTONICA rappresenta il sostituto della luce naturale. Dal punto di vista estetico, la luce ambientale è quella che crea l’atmosfera accentuando la qualità spaziale e sottolineando i volumi architettonici.
La LUCE DIREZIONALE/D’ACCENTO serve per dare rilievo ad un particolare elemento decorativo. L’illuminazione dall’alto è spesso adatta per oggetti trasparenti e delicati, quella dal basso fa apparire più importanti gli elementi, quella in controluce appiattisce le forme ma crea sagome interessanti mentre quella laterale descrive maggiormente forme e contorni.
La LUCE DI SERVIZIO è necessaria in quelle aree della casa dove occorre una piccola quantità di luce, locale, per l’orientamento.
La LUCE DECORATIVA, spesso irrilevante dal punto di vista pratico, in quanto, per il suo scopo, non è sufficiente per lavorare o muoversi in sicurezza, ha un ruolo rilevante nella costruzione dell’immagine estetica dello spazio.
Nel modulo abitativo si possono riconoscere alcuni luoghi gerarchicamente ordinati in funzione dell’uso dello spazio:
ZONE DI INGRESSO ESTERNE / La finalità principale della luce nelle aree d’ingresso deve essere quella di creare uno scenario gradevole e discreto permettendo di raggiungere in sicurezza la porta d’ingresso. Inoltre la luce diventa un deterrente per i malintenzionati e consente, a chi entra, di vedere campanello e serratura. Nella scelta degli apparecchi illuminanti bisogna privilegiare luci per esterno, robuste, con adeguato grado di protezione ed a risparmio energetico utilizzando tecnologia a LED.
INGRESSO, CORRIDOIO E DISIMPEGNO / L’ingresso di un’abitazione è il biglietto da visita del padrone di casa. Chi entra riceve la prima impressione sia della casa, sia del suo ospite. Spesso si incorre nell’errore di illuminarli in modo diffuso, relegandoli a spazi privi di funzione. Al contrario possono diventare ottimi scorci prospettici o eleganti angoli scenografici, dove luce e colore giocano un’importante funzione. Occorre pensarli come spazi ad effetto, dove la luce mira ad illuminare un determinato punto e non tutto l’ambiente.
SCALE / Le scale collegano i vari piani di una casa e talvolta sono molto suggestive. Per evitare incidenti la loro illuminazione deve essere il più possibile uniforme.
SOGGIORNO / Il soggiorno è un luogo dove si svolgono molteplici attività ed il centro nevralgico di un’abitazione. É il luogo privato individuale, familiare e pubblico. Il soggiorno è sicuramente la stanza più difficile da illuminare. La luce deve conciliare requisiti tra loro assai diversi di uno spazio multiuso. Non basta una sola luce a risolvere tutte queste funzioni. Solo la moltiplicazione dei punti luminosi consente di sviluppare un’atmosfera personalizzata e garantisce un’illuminazione funzionale e sensibile. In questo ambiente è importante la flessibilità e la variabilità proprio della luce naturale per consentire all’illuminazione e quindi all’atmosfera di variare in base all’umore ed alle esigenze. Per ottenere ciò bisogna lavorare a livelli, a strati, fornendo una luce ambiente generale integrata con accensioni legate allo specifico compito visivo o localizzate. Una regia di luci ben progettata, consente di combinare una luce indiretta di sottofondo ambientale ottenuta attraverso un sistema lineare nascosto all’interno di una cornice o un dislivello di controsoffitto, con una luce diretta orientata verso punti focali attraverso faretti orientabili a fascio stretto, con una luce decorativa attraverso l’utilizzo di sospensioni e lumi, con luci di servizio attraverso incassi a pavimento, ideali per guardare la TV.
PRANZO / In questo ambiente il fulcro è il tavolo. Sul tavolo i livelli di illuminamento devono essere morbidi e allo stesso tempo brillanti, in modo da consentire la visione del cibo e lo scintillio delle stoviglie.
CUCINA / In questo ambiente i livelli di illuminamento sui piani di lavoro devono essere alti affinché le varie attività possano svolgersi in sicurezza ed efficienza garantendo anche flessibilità creando un’atmosfera più idonea per ricevere gli ospiti e rilassarsi a tavola. Per l’illuminazione ambientale si deve evitare la luce centrale che crea zone d’ombra ed un’uniformità inutile nel locale. Sui piani di lavoro la luce deve essere uniforme, posizionata in modo da evitare di lavorare nella propria ombra.
CAMERE DA LETTO / É il luogo personale per eccellenza. Si richiede quindi un’illuminazione sensibile, su misura, per chi usufruisce dello spazio distinguendo, però, tra camera per adulti e per bambini. Si consiglia di prevedere diversi livelli di illuminamento e quindi a fianco ad un’illuminazione ambientale deve essere combinata una illuminazione puntuale evitando qualsiasi forma di lampada a plafone che può, da posizione supina, abbagliare. Per la lettura è necessaria un’illuminazione focalizzata da gestire autonomamente, orientando la luce e l’intensità ad uso e consumo proprio. Diverso è il caso delle camere da letto per bambini dove l’attività principale è il gioco e lo studio e quindi a fianco alla luce ambientale è gradita quella decorativa attraverso oggetti luminosi. Per i più piccoli bisogna prevedere delle luci notturni, tenui, che si accendono con un crepuscolare mentre per la scrivania il compito visivo richiede accuratezza e velocità e quindi sul piano orizzontale si deve assicurare un rapporto 3 a 1 rispetto all’illuminazione ambientale.
BAGNO / La stanza da bagno ha assunto un ruolo importante all’interno dell’unità abitativa. Tenendo conto che il bagno è l’ambiente più umido della casa, gli apparecchi devono essere protetti ed omologati per l’utilizzo. Possono essere predisposte una luce mirata nella zona doccia, una luce d’ambiente rilassante per la zona vasca da bagno, una luce di servizio e/o lettura per la zona wc, una luce dedicata alla specchio utile per truccarsi e radersi. L’area critica è lo specchio: la luce deve essere diretta sull’osservatore e non verso lo specchio, le lampade poste in modo simmetrico e lateralmente rispetto all’osservatore in modo da annullare le ombre del viso.
GUARDAROBA / Oltre a prevedere l’illuminazione ambientale, se lo spazio lo consente, occorre studiare un’illuminazione mirata sugli armadi e nella zona specchio. Illuminare sempre la persona che si specchia, l’illuminazione deve consentire di vedere bene i dettagli ed i colori. I livelli di illuminamento in prossimità dello specchio possono variare da 400 a 800 LUX. Luci calde sono da preferire per via della resa cromatica sul carnato del viso provenienti per lo più dalla zona specchio, al fine di evitare formazione di ombre marcate. Si consiglia l’abbinamento di luce diretta e luce diffusa. All’interno degli armadi la luce è importante per distinguere colori e texture dei capi. Qui la luce non deve scaldare, non deve abbagliare, scolorire o danneggiare gli abiti. É un’illuminazione di tipo temporaneo, che si accende e si spegne molto spesso per cui si consiglia di usare dei sistemi di rilevamento di presenza.
Architetto Francesco Clori
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