“Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera. Siamo come i fiori, prima di vedere il sole a primavera”.

La canzone di Marina Rei è un ricordo speciale. È la gioia per aver superato un esame universitario difficile, in un periodo complicato. È la leggerezza del momento. È una corsa sotto casa della mia ragazza, un abbraccio, un bacio e via, senza pensieri, verso la primavera che fioriva.

Oggi mi trovo a scrivere di matrimoni, di festa, di gioia, mentre il tg non fa che invitare a restare a casa in attesa che il contagio da coronavirus perda intensità. Viviamo questi momenti come una sorta di letargo, chiusi fra quattro mura a contare i giorni. Sembra tutto fermo, in quiescenza. Come se un velo di neve avesse coperto la terra, ed il paesaggio fosse tutto uguale, monocromo ed immerso nel silenzio.

Ma, sotto la neve, le piante germogliano, i fiori si apprestano a sbocciare e la natura si prepara a splendere.

Anche gli operatori del wedding, con senso di civiltà e responsabilità, si sono chiusi in casa in attesa che passi questo terribile momento. Consapevoli che “l’inverno si trasforma sempre in primavera” (cit. Buddha), sotto la coltre di neve lavorano per la nuova stagione.

Silenziosamente ma inesorabilmente, coltivano la loro bellezza, affinano le loro arti e si preparano a splendere. Per essere pronti ad accogliere la primavera con i suoi fiori. E per celebrare la vita, i matrimoni e gli amori.

Antonio Marzano