In una società sempre più segnata da crisi, congiunture e sfighe varie, si fa sempre più strada la convinzione che il matrimonio sia roba antiquata, imposta dall’alto (chiesa e/o famiglia che dir si voglia).
Si sceglie di convivere, di abitare insieme sotto lo stesso tetto, nello stesso letto, ma di legarsi “per sempre” alla stessa persona è meglio non parlarne. C’è chi preferisce concentrarsi sul proprio profilo “social”, che lo fa sentire vivo e calato nella società 2.0 e restare single (solo).
Invece il matrimonio non solo non nuoce gravemente alla salute, ma anzi, per dirla tutta, allunga la vita. Infatti è questo il risultato di una ricerca firmata dal Duke University Medical Center di Durham, in North Carolina: sostenersi reciprocamente rende più longevi rispetto ad una vita da single condotta in regime di solitudine abituale.
L’effetto benefico del matrimonio nasce proprio dalla condivisione della buona e della cattiva sorte, dal sostenersi a vicenda nella salute e nella malattia.
Secondo il documento pubblicato sulla prestigiosa Annals of Behavioural Medicine, marito e moglie vivono infatti più a lungo rispetto ai single, che sono più soggetti al rischio di morti premature in misura addirittura doppia rispetto alle coppie felici. Causa del malessere è soprattutto la solitudine, il far fronte da soli alla quotidianità.
Ragione del benessere è la condivisione, il partecipare e far partecipi di gioie e dolori, il sapere che non si è mai soli sotto il tetto del mondo. Sposarci ci induce ad essere meno egoisti, meno concentrati su noi stessi e ci conduce a comportarci meglio, sotto ogni aspetto del vivere. Vivere a lungo e vivere bene è quello che voglio. Per questo domani mi sposo.
Antonio Marzano

