Al polo fieristico il convegno “Ritornare a dirsi sì”, organizzato da Wedding Bureau Consulting con la CIM, Confederazione Italiani nel Mondo. In streaming le comunità italodiscendenti di Brasile, Argentina e Stati Uniti.

Lanciano, 4 ottobre 2026 – Immaginate una coppia di origine italiana che vive dall’altra parte del mondo. A casa parla la lingua del posto, ma quando si tratta di cibo e di famiglia funziona ancora secondo il manuale italiano. Lei ha una nonna che le ha tramandato le ricette della domenica, lui un nonno nato in un piccolo paese abruzzese, che raccontava come un Paradiso. Un giorno decidono di sposarsi e non scelgono una spiaggia tropicale né un castello da film: scelgono di tornare nel paese dei nonni, quello visto per anni solo in foto sbiadite e in racconti sempre un po’ epici.

Da questa immagine è partito il convegno “Ritornare a dirsi sì”, ospitato il 2 di ottobre presso il polo fieristico di Lanciano e promosso da Wedding Bureau Consulting in collaborazione con la CIM. Un matrimonio così, non è soltanto una cerimonia: è un ritorno a casa. Ma c’è anche una famiglia che torna, un territorio che si apre al mondo, una comunità che ritrova persone che sente ancora sue. E da qui, la domanda posta ai presenti: come trasformare questo legame emotivo in un’opportunità concreta per i territori?

A guidare il racconto, in sala e in rete, sono stati Antonio Marzano, giornalista e direttore di Domani mi Sposo, e Francesca Schunck, presidente di Wedding Bureau Consulting. Collegate in diretta streaming, diverse comunità di italodiscendenti, dal Brasile all’Argentina fino agli Stati Uniti: proprio le persone a cui il matrimonio di ritorno si rivolge.

Dalle istituzioni è arrivato un segnale chiaro. In collegamento è intervenuto Roberto Santangelo, assessore regionale alla Cultura, delegato del presidente Marsilio a presiedere il CRAM. In presenza Daniele D’Amario, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale e assessore al Turismo, ha spiegato che la Regione Abruzzo crede nel fenomeno del wedding di ritorno.

Il ponte con le comunità all’estero ha avuto il volto di Fausto Faggioli, presidente della Commissione nazionale Turismo della CIM, che ha raccontato il ruolo della Confederazione come collegamento fra gli italiani nel mondo e i territori d’origine. Dal fermento abruzzese, a partire da Abruzzo Infinity Love, Schunck e Marzano sono poi arrivati al cuore della giornata: la Carta dei Servizi CIM. Il progetto vuole presentare l’Italia come meta del wedding per gli italodiscendenti attraverso un club di prodotto, che riunsca gli operatori ritenuti idonei al destination wedding di ritorno sulla base di un disciplinare.

Poi la parola è passata agli specialisti, ciascuno con un tassello del quadro. Liana Moca, celebrante e vicepresidente di Wedding Bureau Consulting, ha spiegato quanto vale il destination wedding per la filiera e per il territorio. Tobia Salvadori, direttore di Convention Bureau Italia e responsabile di Italy for Weddings, ha collocato l’Italia nel mercato internazionale, sottolineando il peso del fattore identitario e la crescita che si percepisce per l’Abruzzo. Dina Ravera, presidente di Destination Italia Group, ha guardato a mercato, offerta acquistabile e scenari del wedding tourism, mentre Rita Salvatore, dell’Università degli Studi di Teramo, ha ricordato che un nuovo prodotto turistico richiede nuove competenze e quindi formazione.

Infine, la voce dei territori che dovranno accogliere queste coppie: Filippo De Sanctis, presidente del Comitato d’Attuazione DMC, Michele Perrozzi, coordinatore DMC Costa dei Trabocchi e Terre del Sangro Aventino, e Carlo Ricci, direttore del GAL Costa dei Trabocchi, hanno parlato di rete, itinerari e filiera. Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, ha portato il punto di vista dei Comuni e, con due aneddoti, ha raccontato perché i trabocchi siano diventati la casa comunale scelta per le nozze.

Le conclusioni sono toccate a D’Amario: «Il matrimonio di ritorno è un fenomeno in cui la Regione crede. Per le coppie di italodiscendenti è un ritorno a casa, per l’Abruzzo è l’occasione di raccontarsi nel mondo, con istituzioni, operatori e comunità che lavorano insieme per accogliere chi torna.»

Perché in fondo è questo il senso di “Ritornare a dirsi sì”: dietro ogni coppia che sceglie il paese dei nonni c’è un racconto di famiglia che si riapre, e un territorio che ha l’occasione di farsi trovare pronto.

 

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