Al Castello di Tabiano è andata in scena una tappa ad alta densità di contenuto tra visione strategica e criticità emerse dal territorio
Parma, 13 aprile 2026 – «Siamo qui al Castello di Tabiano per un appuntamento di grande valore strategico come il WIM Tour, che rappresenta un’occasione concreta per riflettere sul futuro dello sviluppo territoriale attraverso l’hotellerie e l’industria degli eventi». Con queste parole, Annalisa Sassi, Presidente di Confindustria Emilia, ha aperto la tappa emiliana del WIM Tour 2026, sottolineando il ruolo sempre più centrale della Private Events Industry non solo come comparto economico, ma come leva capace di generare valore diffuso: ricchezza, qualità della vita, competenze e identità. «Crediamo fortemente nel potenziale di una collaborazione strutturata tra sistema ricettivo, convegnistico ed eventistico, capace di esprimere un’offerta integrata di alta qualità. È proprio in questa sinergia che si può attivare un volano di sviluppo positivo, in cui trovano spazio il design, la capacità progettuale e, più in generale, la migliore espressione dell’italianità» ha concluso.
Premesse che trovano nell’Emilia-Romagna un terreno particolarmente fertile, ma che – come emerso nel corso della giornata – richiedono oggi un passaggio ulteriore, quello cioè di evolvere da sistema efficace a sistema consapevole, capace di strutturarsi e di esprimere in modo ancora più chiaro il proprio potenziale anche a livello internazionale.

Ospitato dalla famiglia Corazza nella cornice del Castello di Tabiano, alle porte di Parma, e sviluppato con il contributo di Silvia Bettini, local producer dell’iniziativa WIM Talks in Emilia-Romagna, l’incontro ha riunito professionisti della filiera – wedding planner, event designer, venue, hospitality e fornitori specializzati – in un dialogo aperto tra analisi, esperienza e visione.

«Siamo molto felici di aver ospitato qui al Castello di Tabiano il WIM Talk Emilia-Romagna, un momento di confronto concreto e di grande valore per il nostro territorio» ha dichiarato Giacomo Cavazza, General Manager del Castello. «Le colline parmensi rappresentano una destinazione straordinaria, per molti aspetti ancora da scoprire e valorizzare appieno. Crediamo però che solo attraverso un’organizzazione più sistemica e coordinata tra gli operatori della filiera degli eventi sia possibile fare un vero salto di qualità».
Le tavole rotonde, cuore della giornata, hanno restituito con chiarezza alcune direttrici chiave. Da un lato, la necessità di una maggiore valorizzazione del territorio: un’area che esprime eccellenze riconosciute – dalla Food Valley alla cultura dell’accoglienza – ma che risulta ancora troppo spesso poco conosciuta o non pienamente compresa dalla clientela internazionale. Dall’altro, è emersa con forza l’urgenza di costruire una maggiore coesione tra gli operatori della filiera. La frammentazione resta uno degli ostacoli principali alla costruzione di un sistema realmente competitivo, capace di presentarsi in modo unitario e riconoscibile sui mercati globali.

Al centro del confronto anche il tema della formazione, indicato come leva imprescindibile per il futuro del settore. Non solo come strumento di crescita delle competenze, ma come elemento in grado di definire standard, creare fiducia e limitare fenomeni di improvvisazione che incidono sulla qualità complessiva dell’offerta. Investire in percorsi formativi strutturati significa, in questo senso, costruire le basi per un mercato più solido e per l’ingresso di nuove professionalità realmente qualificate.

In linea con quanto già delineato nel pre-appuntamento, la tappa di Tabiano ha confermato il valore del format WIM come spazio di lavoro oltre che di confronto. Le tavole rotonde non si configurano infatti come momenti di discussione fine a sé stessa, ma come strumenti attivi di raccolta di dati qualitativi, destinati ad alimentare il lavoro dell’Osservatorio WIM Insights, sviluppato in collaborazione con l’Università di Siena. Attraverso l’integrazione tra dati quantitativi e contributi qualitativi raccolti direttamente sul campo, il WIM Tour continua così a costruire una lettura sempre più articolata della Private Events Industry, mettendo in relazione territori, esperienze e modelli di sviluppo.
Dopo le tappe che hanno attraversato l’Italia, il percorso prosegue rafforzando il dialogo tra professionisti e istituzioni, con un obiettivo chiaro: accompagnare la crescita di un settore che oggi, più che mai, è chiamato a fare sistema.
Il WIM Tour 2026: ascolto, analisi e ricerca sul campo
Il WIM Tour 2026 è un percorso itinerante che attraversa l’Italia con l’obiettivo di raccogliere visioni, esperienze e dati qualitativi direttamente dai protagonisti del settore. Ogni tappa contribuisce al lavoro dell’Osservatorio WIM, sviluppato in collaborazione con l’Università di Siena, che elabora i contributi raccolti per restituire una fotografia aggiornata dell’evoluzione della Private Events Industry. Dopo le tappe di Catania, Roma, Venezia, Milano, Torino, Lago di Varese, Siena, Umbria, Campania, Puglia ed Emilia Romagna, il tour prosegue rafforzando il dialogo tra territori, professionisti e istituzioni, con l’obiettivo di accompagnare la crescita di un settore sempre più strutturato e riconoscibile.
Comunicato a cura dell’Ufficio stampa
Ursula Beretta – beretta.ursula@gmail.com – +39 339 889 1083
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