Non è solo una nuova programmazione. È un cambio di rotta, o meglio, un salto di qualità.
Si chiama Puglia Core ed è il piano strategico con cui la Regione Puglia ridisegna il futuro del turismo, mettendo in campo 156 milioni di euro a partire dal 2025.
L’ho seguito da vicino, e quello che mi ha colpito non sono solo le cifre importanti, ma la visione integrata che le accompagna: promozione, infrastrutture, governance e sostenibilità diventano parti di un unico disegno.
“Non un mosaico frammentato, ma un vero piano di sviluppo turistico”, ha detto l’assessore regionale al Turismo Gianfranco Lopane, parlando con convinzione di una strategia che guarda avanti, con pragmatismo e responsabilità.
I numeri degli ultimi mesi gli danno ragione.
Nei primi cinque mesi del 2025 la Puglia ha registrato un +19,1% di arrivi e un +18,2% di presenze rispetto allo stesso periodo del 2024. Non è solo crescita: è consolidamento. È l’effetto di una reputazione che si rafforza, ma anche di una macchina organizzativa che funziona.
Lo conferma anche il presidente della Regione, Michele Emiliano: “Il turismo è diventato uno dei motori più dinamici dell’economia pugliese. Se ben gestito, può generare valore, tutelare il paesaggio e rafforzare l’identità culturale dei territori”.
Un piano, quattro direzioni
Puglia Core non è uno slogan: è un progetto concreto. Le risorse saranno investite lungo quattro linee d’azione:
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Cammini e percorsi slow: 15 milioni per nuove aree di sosta
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Rigenerazione di beni pubblici: 11,7 milioni
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Infrastrutture sostenibili: 50 milioni
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Promozione e incoming: 80 milioni per rafforzare il brand Puglia e gli InfoPoint
La logica è quella di un sistema turistico connesso e capillare, in grado di offrire esperienze tutto l’anno, in tutta la regione.
E non manca l’attenzione all’identità locale: sono già attivi i bandi per Pro Loco e Rituali del Fuoco, mentre strumenti come Pia e MiniPia Turismo accompagnano gli investimenti delle imprese.
Una governance che parte dai territori
Uno degli aspetti più interessanti è il metodo.
La Regione ha costruito Puglia Core ascoltando territori, imprese, operatori. Il progetto Puglia Destination Go ha gettato le basi per una nuova governance turistica fondata sulle DMO.
Non più una gestione centralizzata, ma un modello distribuito, partecipato, multilivello.

Un’indagine di Questlab rivela che oltre l’80% degli stakeholder del settore ritiene efficace l’attuale governance. Un segnale importante.
“Conoscere significa poter scegliere”, ha detto Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione. “Da dieci anni investiamo in ricerche, dati e analisi proprio per dare strumenti solidi a chi lavora nel turismo”.
La Puglia verso la fase 2
Con Puglia Core si chiude il ciclo del piano “Puglia365” e se ne apre uno nuovo, ancora più ambizioso.
Il turismo in Puglia vale oggi il 15% del PIL regionale e occupa oltre 129mila persone. Ma la sfida vera è quella di qualificare l’offerta, allungare la stagione, valorizzare l’entroterra, e intercettare nuove domande.
Durante la Giornata di Studi si è parlato molto di segmentazione:
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MICE: il turismo congressuale vale già 400 milioni di euro
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Enogastronomia: 3,9 miliardi di valore aggiunto e 149mila occupati
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Turismo lento: la Puglia è la prima meta per camminatori e terza per cicloturisti
Sono dati che raccontano una regione in evoluzione, pronta a rispondere alle sfide della sostenibilità, del digitale, della qualità.

Conclusione
Puglia Core è un progetto che guarda lontano.
Mi ha convinto perché non si limita alla promozione di facciata: lavora sulla struttura, sulla formazione, sulla visione. Scommette su un turismo autentico, connesso ai territori, aperto al mondo.
Un turismo che non si limita a raccontare storie, ma le fa vivere tutto l’anno, ovunque in Puglia.
di Antonio Marzano



