C’è una Puglia che non finisce mai nelle guide turistiche, ma che da quindici anni riempie le pagine patinate dei rotocalchi internazionali: quella dei matrimoni. Trulli, masserie, ulivi secolari e un mare che a luglio sembra dipinto: ingredienti che hanno trasformato la Valle d’Itria e il Salento in un set a cielo aperto per nozze da sogno, italiane e straniere, popolari e blindatissime.

Il capostipite: Timberlake a Fasano

Tutto, o quasi, comincia nell’ottobre 2012, quando Justin Timberlake e Jessica Biel scelgono il resort Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, per il loro matrimonio. Location tenuta segreta fino all’ultimo, festeggiamenti durati giorni tra spiagge private e fuochi d’artificio, ospiti d’eccezione tra cui Lady Gaga. Da lì in avanti la Puglia smette di essere una scoperta e diventa una consuetudine per il jet set mondiale: dalle nozze extra-lusso di eredi indiani e magnati internazionali, con budget da capogiro spesi in masserie trasformate in reggie per una notte, fino ai matrimoni più recenti nel mondo dello sport e dello spettacolo, passando per Lecce, dove si è sposato anche un membro della famiglia Leclerc, quella del pilota Ferrari.

Donnarumma, il “sì” che ha fermato Locorotondo

L’ultimo capitolo, in ordine di tempo, porta la firma di Gianluigi Donnarumma, portiere e capitano della Nazionale, e di Alessia Elefante, sua storica compagna. Le nozze sono andate in scena venerdì 24 luglio, con rito religioso alle 16.30 nella chiesa di San Giorgio Martire, cuore antico di Locorotondo, uno dei borghi più belli della Valle d’Itria, e ricevimento nell’esclusiva masseria Pettolecchia La Residenza, tra Locorotondo e Fasano.

Il borgo, per un giorno, si è trasformato in una fortezza: transenne, viabilità stravolta, prefettura mobilitata per l’ordine pubblico e un’amministrazione comunale che si è scusata in anticipo con i cittadini per i disagi, orgogliosa però di ospitare un evento capace di accendere i riflettori internazionali su Locorotondo. Tra gli invitati, secondo le cronache, il compagno di squadra al Manchester City Erling Haaland, l’ex ct azzurro Roberto Mancini, il duo comico Pio e Amedeo, e diversi altri protagonisti del mondo del calcio, arrivati a rendere omaggio al portiere-capitano in un centro storico gremito di curiosi e di cori da stadio. Un matrimonio organizzato con estrema riservatezza sulla lista degli invitati, ma impossibile da nascondere: la Puglia, ormai, non sa più tenere segreti quando si tratta di nozze vip.

Il wedding tourism, motore silenzioso dell’economia pugliese

Dietro lo scintillio delle cerimonie c’è un settore che pesa, e non poco, sull’economia regionale. Il comparto dei matrimoni internazionali in Italia ha superato nel 2025 la soglia del miliardo di euro di fatturato, con la Puglia stabilmente tra le mete più richieste dagli sposi stranieri.

Non si tratta più solo del grande evento vip isolato: il destination wedding pugliese è diventato un’esperienza di più giorni, spesso tre o quattro, che intreccia cerimonia, ospitalità, enogastronomia e territorio. Ogni matrimonio attiva una filiera lunghissima (masserie e resort, ristoranti, fioristi, sarti, fotografi, musicisti, guide turistiche, noleggi auto) con una spesa media che per le coppie italiane si aggira tra i 20 e i 35mila euro, e che per i destination wedding internazionali può superare gli 80mila, spesso ben oltre quando si parla di eventi extra-lusso.

È un indotto che si misura in centinaia di milioni di euro l’anno e che spiega perché Regione Puglia e Pugliapromozione investano da tempo in fiere di settore e campagne dedicate ai wedding planner internazionali. I matrimoni dei vip, in questo senso, funzionano da moltiplicatore mediatico gratuito: ogni foto di un campione dello sport o di una popstar che dice “sì” tra i trulli vale, in termini di visibilità, più di qualunque spot pubblicitario, e alimenta un turismo che non si esaurisce con la cerimonia ma torna, negli anni successivi, sotto forma di viaggi di nozze, anniversari e nuove coppie attratte dallo stesso sogno.

È un indotto che si misura in centinaia di milioni di euro l’anno e che spiega perché Regione Puglia e Pugliapromozione investano da tempo in fiere di settore e campagne dedicate ai wedding planner internazionali. I matrimoni dei vip, in questo senso, funzionano da moltiplicatore mediatico gratuito: ogni foto di un campione dello sport o di una popstar che dice “sì” tra i trulli vale, in termini di visibilità, più di qualunque spot pubblicitario, e alimenta un turismo che non si esaurisce con la cerimonia ma torna, negli anni successivi, sotto forma di viaggi di nozze, anniversari e nuove coppie attratte dallo stesso sogno.

Il vero segreto: un lusso fatto di sottrazione

Ma se si volesse individuare la vera ragione per cui il jet set internazionale continua a scegliere questa terra invece di altre mete più patinate, la risposta va cercata in un’idea di lusso che non è mai ostentazione, esibizione di marmi scintillanti, personale in livrea e scenografie costruite per stupire: quello pugliese è un lusso per sottrazione, che toglie invece di aggiungere. Una masseria che resta masseria, con le sue pietre a vista e i suoi soffitti a stella; una tavola imbandita con il pane di grano arso e l’olio del podere accanto, non con voli di champagne inutili; un trullo che non ha bisogno di essere ridipinto per sembrare autentico, perché lo è davvero.

Insomma nell’epoca dei matrimoni-evento pensati per i social, dove tutto deve essere massimo, il vero status symbol è diventato l’essenziale portato all’eccellenza. Le grandi masserie della Valle d’Itria e del Salento non competono a colpi di sfarzo con Costa Smeralda o Capri: vincono restando fedeli a un’estetica sobria, quasi contadina, in cui il lusso si misura nella qualità dei materiali, nel silenzio degli ulivi secolari, nella cura artigianale di ogni dettaglio, non nella quantità di oro esposto. Ed è proprio questa autenticità, difficile da replicare altrove, a spiegare perché un campione pluridecorato come Donnarumma o un divo di Hollywood come Timberlake abbiano scelto un borgo di pietra a lume di candela invece di una hall a cinque stelle indistinguibile da qualunque altra al mondo. La Puglia, in fondo, non ha dovuto inventarsi un lusso da vendere: le è bastato non snaturare quello che aveva già.

antonio marzano