Sembra passato un secolo.

Eppure solo fino a qualche anno fa, soprattutto nei paesi del meridione, era una prassi il ricorso alla “fuitina”, come sistema per sposarsi contro la volontà dei propri parenti.

Fuitina perché era letteralmente una fuga dal mancato consenso dei genitori, un atto di ribellione contro chi si opponeva alle nozze. Una prassi probabilmente diventata desueta in Italia ma che continua ad essere ancora praticata nel resto del mondo.

Nelle Filippine ad esempio si parla di “Tanan” quando una donna sceglie di vivere con il proprio partner senza il permesso dei genitori e magari per sottrarsi a matrimoni combinati dagli stessi. Se fuitina e tanan sembrano retaggio di un mondo passato, ancorato a regole ormai superate, basta prendere lo stesso concetto, esportarlo negli USA ed ecco che ti diventa la tendenza del momento.

Si dice elopement, alla lettera significa fuggire e non tornare al punto di origine. Il termine è usato per definire quelle fughe d’amore segrete e dettate dall’intenzione di sposarsi. Non si fugge necessariamente dai genitori o per sottrarsi ad impegni religiosi o per evitare impegnative e costose cerimonie.

L’elopement è diventato una moda per l’idea romantica ed intima di festa “molto esclusiva” riservata solo alla coppia, in una meta il più possibile lontana dalla quotidianità. Senza le ansie e lo stress inevitabilinell’organizzazione di un matrimonio. Eloping significa scappare. Solo voi due. Senza amici, senza parenti. Senza dirlo a nessuno o annunciando la lieta novella solo dopo la partenza per la meta prescelta. Vuol dire scegliere una location davvero unconventional, il vostro posto del cuore, la spiaggetta raggiungibile solo in barca o l’angolo di mondo nel quale vi siete giurati amore eterno. Significa scegliere un vestito qualsiasi dal vostro armadio, e farlo diventare l’abito speciale. Considerate però che la fuga comporta la rinuncia alla gioia sincera della vostra migliore amica, alle lacrime commosse di vostra madre, e all’allegria contagiosa dei vostri amici.

Come diceva il protagonista del film “Into the wild”, la felicità è tale solo se condivisa. Inoltre potrebbe esserci delusione e risentimento di parenti ed amici per l’esclusione (anche se forse i più saranno felici di essersi risparmiati il regalo).

Insomma è una scelta difficile: serve pensarci bene e comprendere se è più importante avere al vostro fianco la cerchia, anche ristretta, di persone per voi fondamentali, o lasciarsi tutti alle spalle e vivere in assoluta solitudine un momento così importante. Magari spiegando in anticipo le ragioni della scelta e contando sulla sicura comprensione di chi vi conosce davvero. E sul malumore certo di chi non capirà. Quel che conta è scegliere e non farsi condizionare.

Dopotutto il matrimonio è il vostro e spetta a voi scegliere con chi condividere la vostra felicità.

antonio marzano

 

Le immagini della gallery fotografica sono una gentile concessione di Antony Pepe ph