“Ma soprattutto erano i cori delle processioni, l’organo della chiesa di San Giovanni Rotondo che evocava in me misteriose armonie e scomposte melodie” Lucio Dalla

Per il turista che percorre curioso la nostra regione è davvero difficile non restare incantato dalle nostre chiese, al punto da eleggerle meta elettiva per il proprio “Sì”. Dalle piccole e romantiche chiesette di campagna, fino alle cattedrali romaniche, bizantine o barocche, l’offerta è estremamente variegata, ma alcune meritano davvero una menzione speciale.

Un tempio cristiano sicuramente ricco di suggestioni è il Santuario di San Michele Arcangelo recentemente riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, e parte integrante della “via sacra longobardorum”. L’effigie del santo guerriero, collocata nel piazzale antistante l’ingresso principale, accoglie i promessi sposi nel loro passaggio dallo status di fidanzati a quello di marito e moglie. Le scalinate che conducono alla basilica sembrano essere state costruite proprio per guidare la sposa all’altare.

Chi ritiene il matrimonio una sublimazione dell’amore, potrebbe scegliere la Cattedrale di Troia, con il celebra tissimo rosone realizzato con la tecnica a traforo, che è lì in alto a simboleggiare l’unione fra cielo e terra.

Imprescindibile pure la Cattedrale di Trani: dedicata a S. Nicola Pellegrino, probabilmente è l’edificio più bello e celebrato del romanico pugliese. A questo riconoscimento ha certamente contribuito la meravigliosa cornice in cui è inserita: una splendida e ampia piazza affacciata direttamente sul mare. Nel 2002 è stata proclamata dall’UNESCO “Monumento messaggero di una cultura di pace”, da sempre è considerata la regina delle chiese di Puglia ed una location ideale per il rito nuziale.

La Cattedrale di Ruvo è considerata una sorta di figlia della Cattedrale di Trani. Dedicata a Santa Maria Assunta, è un altro dei più importanti esempi di romanico pugliese. I restauri fatti all’inizio del XX secolo hanno riportato in evidenza le forme medievali ma sotto il piano della chiesa si snoda un vero e proprio percorso sotterraneo, l’ipogeo, dove si trovano i resti della basilica paleocristiana e delle tombe romane.

Altra chiesa degna di menzione è la Basilica di San Nicola a Bari, luogo frequentato contestualmente da fedeli appartenenti a diverse confessioni cristiane. Incrocio ideale tra la cultura cattolico-romana e quella greco-ortodossa, metafora dell’incontro fra anime diverse che decidono di camminare insieme.

Spostandosi in Salento va senz’altro ricordata la Cattedrale di Otranto con il “tappeto” realizzato da frà Pantaleone molto più importante e significativo di qualsiasi red carpet.

Naturalmente non si può non citare il Duomo di Lecce, non solo perché è un capolavoro barocco, ma anche per la sua collocazione nel centro storico e per la luce intensa della pietra leccese.

Tempio ideale, per chi ama il barocco ma vive a Foggia, è la Chiesa delle Croci, caratterizzata da un lungo viale intervallato da cinque grandi cappelle.

Anche questa sembra essere una sorta di metafora di un viaggio da vivere in coppia fatto di tappe da “condividere”. Poi ci sono le chiese piccole e romanticissime come quella riconducibile al medioevo di S. Maria di Barsento, a Noci, sormontata da un campaniletto a vela, con i tetti delle navate spioventi e ricoperti di chiancarelle (piccole pietre piatte) posizionate secondo la tecnica costruttiva dei trulli.

La chiesetta campestre di Santa Maria degli Angeli, non molto lontana dall’abitato di Monte Sant’Angelo, affacciata sul suggestivo golfo di Manfredonia. Si narra che sia stata fondata da San Francesco d’Assisi mentre tornava dal suo pellegrinaggio alla Sacra Grotta.

Non molto lontano da Ruvo, all’interno del Casale di Calendano, sorge una chiesa di cui si hanno notizie già dal 1392 e in cui si narra che abbiano trovato rifugio, per recuperare le forze e curarsi le ferite, i crociati di ritorno dalla Terra Santa che erano approdati a Bari.

Un tempo monastero di rito bizantino con scriptorium e biblioteca, poi centro di produzione agricola specializzato nella lavorazione delle olive: l’Abbazia di Cerrate restituisce un affascinante racconto della sua doppia anima di luogo di culto e masseria storica. Immersa in un meraviglioso paesaggio di uliveti, alberi da frutto e aree coltivate ed affidata in concessione al FAI dalla Provincia di Lecce, nel 2012, la Chiesa di Santa Maria di Cerrate è uno splendido esempio di architettura romanica pugliese impreziosita da importanti affreschi che ne fanno un unicum nel mondo bizantino. Un’antica leggenda lega la fondazione di questa solitaria abbazia al principe normanno Tancredi d’Altavilla, che nel corso di una battuta di caccia vide apparire fra le corna di una cerva l’immagine della Vergine. Dopo un complesso intervento di restauro, l’Abbazia è nuovamente visitabile e riaperta al culto.

Una menzione speciale merita infine la basilica paleocristiana di Santa Maria Maggiore di Siponto. Di questa chiesa erano sopravvissute solo le fondamenta, collocate nei pressi di una chiesa medioevale.

Partendo da quelle fondamenta, l’artista milanese Edoardo Tresoldi, ha ricostruito la struttura della Basilica di Siponto utilizzando 4.500 metri di rete elettrosaldata zincata, in parole povere una rete metallica. Un’opera d’arte, suggestiva e spettacolare al punto da risultare vincitrice della medaglia d’oro all’architettura italiana, il più prestigioso premio d’architettura italiano istituito da La Triennale di Milano in collaborazione con il Mibac.

Antonio Marzano