Non finisco mai di stupirmi. Dopo il rito esoterico della sabbia della mia amica Elisabetta, dopo l’accensione delle candele per la cerimonia della luce, credevo che la simbologia rituale del matrimonio avesse esaurito la sua forza creativa.

Invece c’è sempre un misto di marketing e tradizione che ci porta a scoprire nuove tendenze e nuovi rituali per rendere il nostro matrimonio sempre più unico ed originale.

Proviene dalla Spagna il “Ritual de Los Cristales del Amor”, subito inglesizzato in “wedding glass” e tradotto da noi “il magico rituale di tagliarsi i piedi e rovinarsi la festa camminando sui cocci di bottiglia!”.

Si perché di questo si tratta: tenersi per mano, guardarsi negli occhi e passeggiare su vetri aguzzi.

Camminare sui vetri simboleggia la capacità della coppia di affrontare e superare le avversità con determinazione e passione. Per questo bisogna farlo guardandosi negli occhi senza timore dei cocci sottostanti, con la reciproca consapevolezza che la forza della coppia sarà superiore a qualunque ostacolo.

È fondamentale ovviamente allenarsi per non rischiare davvero di tagliarsi. Per cui diventa importante aggiungere ai tanti impegni prematrimoniali, al corso di danza, alle lezioni di portamento, alle sedute dalla makeup artist, anche la passeggiata di salute sui vetri che io integrerei anche con un corso di primo soccorso e con l’acquisto di cerotti bianchi da abbinare all’abito da sposa.

O forse sono io ad essere troppo razionale e potrebbe aver ragione Francesco Degregori quando canta, “non conosce paura l’uomo che salta / E vince sui vetri e spezza bottiglie ride e sorride / Perché ferirsi non è possibile / Morire meno che mai e poi mai”. Perché l’uomo che cammina sui pezzi di vetro “nelle pieghe della mano / ha una linea che gira e lui risponde serio / ‘È mia’.”

Sottintendendo la vita.

Antonio marzano