Non è solo la terra dove sono nato. È il ritmo del mio cuore, la prima luce del mattino,  l’orizzonte che mi manca quando sono lontano.
È nella maestosità della cattedrale sul mare a Trani, nel vento caldo che muove gli ulivi  secolari, in quel silenzio vibrante che abita le gravine. È nel bianco accecante delle nostre  masserie, nell’ombra fresca di un trullo, nel rosso sanguigno del vino primitivo. Negli 800 km di sfumature d’azzurro del suo mare.
Amo la sua fierezza silenziosa, la sua bellezza che non grida ma sussurra, che ti prende per mano e ti porta per strade bianche, tra muretti a secco, fino a un tramonto che incendia il cielo sul Gargano. Amo la sua voce, che è il canto delle cicale d’estate, lo scrosciare improvviso di un temporale estivo sulla pietra bianca, le risate attorno a una tavola imbandita con semplicità e amore.
La mia Puglia è il senso di casa che ti avvolge anche se casa tua è a mille chilometri di distanza. È storia che non sta solo nei libri, ma vive nelle pietre di Castel del Monte, nei mosaici di Otranto, nei vicoli dove il tempo sembra essersi fermato per farti respirare più lentamente.
È la regione stretta e lunga che abbraccia due mari, e in quel abbraccio custodisce un segreto: quello di essere, allo stesso tempo, tutto e il contrario di tutto. Forte e delicata, antica e vivace, selvaggia e accogliente. Per questo la racconto non come una destinazione, ma come un sentimento. Perché  non si visita la Puglia. La si incontra. E dopo quell’incontro, un pezzo di te resta qui, legato per sempre al profumo del gelsomino di notte, al rumore delle onde sulla scogliera, al  sapore di un pomodoro appena colto.
È bellezza, passione, radici, santità. È un’unica grande storia d’amore.

È Puglia.

Antonio Marzano

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