Oggi come ieri l’anello di fidanzamento è un pegno d’amore, per l’unica persona che vorremmo ci accompagnasse tutta la vita.
Ci sono molte simbologie dietro un anello di fidanzamento, un mix di tradizione ed estetica… in ogni caso, al di là dei trend e delle mode, questo gioiello costituisce la nostra promessa d’amore e fedeltà, per sempre!
Orientarsi nel mondo degli anelli di fidanzamento personalizzati è difficile per chi non è del “mestiere”.
Per sceglierlo bisogna tenere in considerazione diversi fattori, primo fra tutti il budget.
È bene bilanciare la parte “volgare” (il denaro), con la parte “nobile” (l’amore per la futura fidanzata). Quindi stabilire un budget prima di spendere cifre pazzesche per l’anello.
Altro elemento importante è la scelta del materiale. Il colore del metallo prezioso deve potersi “sposare” con quello della pietra prediletta per l’anello di fidanzamento, ad ogni modo si tratta di una scelta di gusto che riguarda l’armonia del manufatto… per un diamante incolore da un po’ di anni si predilige l’uso dell’oro bianco, le donne, di solito influenzate dalla moda, tendono a non scegliere l’oro giallo.
Artigianalmente parlando l’oro giallo ha caratteristiche uniche rispetto alla lega bianca, l’estrema malleabilità permette la creazione di forme più complesse e la totale inossidabilità ne mantiene il colore inalterato nel tempo! Non a caso l’oro è utilizzato ed apprezzato sin dalla preistoria.
La pietra preziosa. La scelta cosiddetta “tradizionale” opta per un diamante incolore di taglio rotondo. Più coraggiosa è la scelta del taglio princess, quadrato e molto netto; più romantico il diamante rosa o giallo.
Chi invece sceglie di discostarsi dalla tradizione può orientarsi verso lo zaffiro, promessa di fedeltà o il rubino simbolo della passione. Meglio evitare le perle considerate “lacrime”.
Nella valutazione del diamante si deve tener conto delle cosiddette 4C,caratura (peso) colore, cut (taglio) e clarity (purezza) anche se la purezza è un fattore secondario da prendere in considerazione, in quanto non visibile ad occhio nudo. Meglio preoccuparsi di colore e taglio.
Il diamante dev’essere accompagnato da un certificato d’autenticità e provenienza. Questo certificato garantisce il valore del diamante, e consente di conoscere le famose 4 C.
Possibilmente è preferibile scegliere diamanti etici, ricavati cioè da miniere che non sfruttano ne il lavoratore ne l’ambiente, come succede in tutte le altre situazioni. Un gioiello impreziosito da questi diamanti acquisisce anche un valore “umano” perché non porta con sé la sofferenza di persone sfruttate.
Considerato il valore simbolico dell’anello di fidanzamento molti optano per un modello non prodotto in serie ma realizzato ad hoc, ovviamente in questo caso si deve tener conto dei suoi gusti, del suo carattere, del suo modo d’essere. In base allo stile della futura sposa si potrà scegliere un anello appariscente o minimal, dalle forme morbide e tondeggianti anziché geometriche e spigolose.
È importante però sapere che la forma e le dimensioni della mano sono fattori essenziali. Per mani piccole o poco affusolate è meglio optare per un modello sottile che le valorizzi le dita e non le appesantisca.
Se rifuggete dai modelli seriali e preferite optare per un modello unico creato in esclusiva per voi rivolgetevi ad Eva Franceschini.
Eva non è una produttrice di gioielli in serie, non realizza copie di gioielli famosi, non ha un catalogo standard. È un’orafa artigiana laureata all’Università Ca’ Foscari con una tesi sui gioielli bronzei dei Veneti antichi, allieva di Lucia Davanzo dalla quale ha appreso le tecniche della scuola orafa padovana.
I gioielli di Eva sono presenti in molte pubblicazioni, tra cui 500 Wedding Rings, che raccoglie 500 immagini fotografiche di fedi nuziali originali, personalizzate, fantasiose, in alcuni casi anche stravaganti e provocatorie.
La realizzazione degli anelli di Eva nasce dalla descrizione della persona che lo indosserà. Il primo passo è la creazione del bozzetto. Consiste nel buttare giù idee, forme e suggestioni sul foglio bianco fino a che l’idea non prende forma.
A quel punto l’anello viene realizzato in maniera totalmente artigianale. L’oro fuso nel crogiuolo, viene laminato o trafilato e progressivamente, grazie all’uso di pinze, martelli, piccole incudini, assume la forma definitiva. Passaggi successivi sono la saldatura a fuoco che Eva Franceschini realizza ancora col cannello a bocca che le permette di avere il totale e diretto controllo della fiamma, e l’incastonatura, ovvero il posizionamento della pietra sull’anello. A quel punto il gioiello è fatto, viene conservato nella confezione regalo, accompagnato dalla garanzia della pietra preziosa e pronto per emozionare.
i.p.

