Gli eventi più sorprendenti della nostra vita spesso sono frutto di percezioni. Pensateci…Un fotografo di strada e le percezioni sono un tutt’uno: egli le asseconda attivando lo sguardo per sondare incessantemente una realtà, e perfino quando decide di prendersi un attimo di pausa non riesce a fermare del tutto la scansione visiva di ciò che lo circonda. È esattamente quel che succede anche nel mio caso. Sono attratto dalle espressioni spontanee, e dalla successiva prova di lettura nell’interazione con le gestualità e i contesti; talvolta si riesce a intravedere un’intera storia dietro uno sguardo. Questo mi arricchisce in più sensi e dà il La, l’ispirazione, la voglia irrefrenabile del prossimo scatto. Mi intriga anche l’esercizio, l’atto di scattare per sottrarre qualcosa di significativo al tempo dimentico, un momento di vita colto nella sua intatta naturalezza, che possa donare anche un momento di pace dei sensi. La fotografia di strada, nella sua estrema sintesi, ha nel proprio dna questa potenzialità, in quanto il bello va oltre le convenzioni, è qualcosa d’indefinibile in grado di farti stare bene, con te stesso e col mondo. Non riesco a immaginare nulla di più consistente che la fotografia possa offrire al prossimo. Le immagini che riportiamo dai viaggi e che appendiamo sulle pareti di casa sono delle vere e proprie finestre sul mondo, se ci fate caso hanno il potere di “bucare” i muri. Così, equipaggiato di curiosità, congegno e percezione erro alla ricerca dei momenti significativi della vita, distinguo tra una immagine bella e una che racconta, e di frazioni di secondo da rubare al fuggire del tempo, attività talvolta estenuante ma che regala un brivido, un piacere intimo unico nel suo genere quando realizzi di aver catturato l’istante in un tempo più breve del battito di ciglia.
Buona fotografia a tutti.
Giuseppe Tricarico











