“Niente fa rivivere il passato più intensamente di un odore che una volta vi era associato.“ (V. Nabokov).
Quando abbiamo cominciato ad occuparci di wedding, un po’ di tempo fa, eravamo stati colpiti dal matrimonio dei cinque sensi celebrato a Roma in fiera. Sono passati diversi anni e, come tutti i corsi e ricorsi storici, il matrimonio sensoriale sembra essere tornato di moda. In buona sostanza si tratta di stimolare i sensi degli ospiti con l’utilizzo di profumi particolari, di spezie o di cibi speciali, in modo da rendere indimenticabile quell’esperienza sensoriale.
Infatti, spesso l’organizzazione del matrimonio è concentrata sulla teatralità dello stesso, si lavora sulla scenografia, sull’aspetto visivo, tralasciando completamente gli altri sensi.
Il rischio è che la memoria, non supportata da una gamma di ricordi che coinvolga tutti i sensi, possa un po’ alla volta rimuovere i dettagli visivi di quella festa facendola cadere un po’ per volta nell’oblio. Invece la memoria si tiene desta con il coinvolgimento sensoriale.
L’olfatto: il profumo del pane la mattina presto, l’odore della pioggia, dell’erba appena tagliata, riportano alla mente situazioni, luoghi, persone ed emozioni. Spesso per strada mi capita di incrociare profumi che lego a persone che mi tornano prepotentemente in mente per effetto della memoria olfattiva. Ecco perché scegliere un’essenza particolare o il profumo di un determinato fiore da ritrovare in chiesa, negli inviti ed in sala, sarà uno strumento prezioso per fissare il vostro matrimonio nella memoria dei vostri ospiti.
Altro strumento potente è l’udito. Ci sono canzoni che hanno il potere di farvi viaggiare con la mente, di farvi rivivere suggestioni e sensazioni che sembravano riposte nei cassetti della memoria. Associate alla vostra festa una canzone o una musica particolare, che non sia necessariamente una hit del momento, ma piuttosto un brano speciale per la vostra coppia. Io personalmente, ogni volta che ascolto per caso Breathe dei Midge Ure, mi rivedo entrare in sala, mano nella mano a mia moglie. Questo vale ovviamente per tutte le canzoni che si scelgono per i momenti topici dell’evento, dal taglio della torta, al primo ballo.
Il gusto. Dalle statistiche emerge un dato estremamente interessante: la location viene scelta soprattutto per l’aspetto esteriore, mentre il cibo sembra di secondaria importante. Ma dopo la festa ci si ricorda soprattutto se quello che abbiamo mangiato è stato di nostro gradimento. Ecco perché è necessario presentare dei cibi che siano un’autentica esperienza sensoriale. Ogni boccone deve essere un’immersione nei sapori, negli aromi che quel piatto sprigiona. Non limitatevi ad assecondare i gusti dei vostri ospiti con piatti istituzionali che soddisfino i palati di tutti, dalle nonne ai bimbi, ma scegliete di lasciare un segno con portate particolari e ricche di suggestioni.
Il tatto è considerato il senso della verità… non per niente si dice “sentire a pelle”. Il contatto con un oggetto restituisce alla mente una sensazione di qualità, trasferisce il piacere che abbiamo provato nello sfiorare un determinato tessuto o materiale. Per questo è importante scegliere inviti e partecipazioni che lascino il segno. Una carta piatta e scontata risulterà anonima. Lascerà il segno invece una carta ruvida, segnata, con una pasta colorata, magari riciclata ed ecologica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la scelta del tovagliato e per il materiale su cui stampare il menù.
La vista è il senso più utilizzato e quello che entra prima in azione. È importante per questo curare nel dettaglio tutte le scelte estetiche legate al matrimonio. Armonizzate i colori al tema che avete scelto e se possibile legateli anche alla stagione che avete scelto per sposarvi. Abbiate estrema cura dell’illuminazione, che deve servire a valorizzare ed enfatizzare ogni particolare delle vostre nozze. Coordinate fra loro allestimenti, abito, bomboniere e location. Sarà il senso più usato ed inflazionato ma affascinare la vista con il bello non guasta mai.
Antonio Marzano





















