Risale al medioevo la credenza che il buio aiutasse gli spiriti maligni in agguato ad insinuarsi all’interno della coppia. Per evitare questa iattura (o sfiga che dir si voglia), si era soliti sposarsi al mattino o nel pomeriggio, in ogni caso prima del tramonto.
Dal medioevo ad oggi molte cose sono cambiate, e sempre più spesso ci si sposa di sera per tutte le suggestioni e le magie che la notte contribuisce a creare.
La notte crea intimità, sia che si ceni in due a lume di candela, sotto un cielo stellato, sia che quelle stelle facciano da tetto ad un ricevimento indimenticabile.
Ovviamente pensare ad una festa serale, richiede il rispetto di alcune regole, cominciando dal dress code. Ma è anche vero che infrangere le regole può servire a distinguersi ed a creare un nuovo codice di stile.
Tendenzialmente la cena prevede una maggior eleganza, nell’abbigliamento, negli allestimenti, nella scelta delle luci. Si può derogare pensando ad una soluzione più informale, festosa, divertente e conviviale. Ma sempre con stile.
Puntiamo dunque ad una location adeguata, c’è solo da scegliere: dimore storiche, masserie, castelli; per ogni tipologia un contesto diverso per una festa indimenticabile.
La cena sarà più light del classico pranzo da ricevimento, con portate speciali e particolari nel gusto e nella presentazione oltre che nella quantità.
Gli allestimenti serali hanno la suggestione garantita dall’atmosfera di luce soffusa che proviene dalle candele o dal mood “festa di paese” che viene dalle lampade vintage.
Quando scendono le tenebre diventa fondamentale la capacità del fotografo di utilizzare quelle stesse candele o lampade per creare atmosfere speciali e ricche di fascino. Magari aiutandosi con i flash o con gelatine colorate. Il risultato, in ogni caso, è spettacolare.
Naturalmente non possono mancare i fiori: l’eleganza delle rose Vendela, la complessità delle orchidee o il minimalismo delle calle, ma anche le suggestioni odorose della menta, della lavanda possono profumare delicatamente la nostra magica notte.
La musica ovviamente sarà adeguata allo stile della serata ed ai diversi momenti della festa. Soft jazz o morbido blues durante la cena, piena libertà di movimento invece durante il party.
Il pranzo di solito è più lungo e non prevede una coda musicale, la festa termina con il taglio della torta. Invece il ricevimento serale dura meno e dà la possibilità di scatenarsi dopo cena e ballare sulle note scelte dal dj. Via libera quindi alla dance, al divertentismo, al rock. In ogni caso eviterei Despacito.
Veniamo agli outfit. La sposa è protagonista assoluta, può semplicemente tutto. Bianco totale, ma anche avorio o champagne vanno benissimo. Tulle, pizzo e swarowky senza limiti, restando ovviamente nei limiti dettati dalla necessità di non sembrare un lampadario. Per la stessa ragione si può esagerare, ma non troppo, con il décoletté, con gli spacchi, con la pettinatura sofisticata (ma non da telenovela brasiliana) e con il make up. Va bene anche lo strascico lunghissimo, magari rimuovibile al momento giusto. Scarpe chiuse come da galateo, magari impreziosite da ricami, pietre o cristalli. Decisamente out i sandali gioiello a meno che non ci si sposi sul mare. Ma un paio di bianchissime Superga o di Converse secondo me non sfigurerebbero neanche a Versailles , sempre se ve la sentite. Tirate fuori i brillanti dalla cassaforte! Se non li mettete in questa occasione…
Lo sposo segue la sposa, ca va sans dire (che te lo dico a fare?). Se lei opta per la mise elegante, a lui toccherà la marsina nera con bande di raso sui pantaloni, gilet bianco, gemelli, papillon e tutto ciò che rende un uomo, la creatura più simile ad un pinguino.
Se invece la sposa, sempre lei, preferisce una maggior informalità, lui potrà optare per l’abito monopetto con pantaloni senza risvolto, camicia bianca e cravatta. Sconsigliato, anzi proibito, lo smoking sia per lo sposo che per gli invitati che potranno orientarsi verso una giacca a tre o due bottoni, senza spacchi laterali.
Le invitate invece non hanno problemi e possono puntare sia all’abito da cocktail (perfetto per un ricevimento più smart) che a quello lungo (più formale ed importante per taglio, tessuto e dettagli) magari verificando prima il dress code previsto dalla coppia. Unica nota inderogabile è l’obbligo di evitare il bianco
per non essere confuse con la sposa.
Se state pensado di sposarvi al tramonto considerate anche un altro aspetto positivo che è quello di avere più tempo per prepararsi senza doversi svegliare all’alba per affidarsi alle sapienti mani di hair stylist e make up artist.
«O notte beata! Temo che, essendo com’è di notte, tutto questo non sia altro che un sogno, troppo dolce e troppo lusinghiero per essere fatto di sostanza reale».
Aveva ragione Romeo mentre giurava eterno amore sotto il balcone di Giulietta, nel capolavoro di Shakespeare, la nottè è per tutti così: magica, poetica, persino misteriosa. Può accadere di tutto, si può sognare di tutto, o esprimere un desiderio davanti ad una stella cadente.
Se poi il ricevimento serale è previsto in estate, all’aperto, fresco e con il chiaro di luna, si sfiora la perfezione.
antonio marzano



























