Ingredienti: farina 300g, zucchero 250g, olio 75g, uova 3, arance 2, latte 1 cucchiaio, 1 bustina di lievito.

Avete problemi di cattivi odori in cucina? magari dopo una frittura o la cottura dei gamberoni al forno?
Bene, la torta all’arancia fa al caso vostro. Oltre a preparare un ottimo dolce, insieme avrete la casa che profumerà di buono, di agrumi, di inverno . . . di famiglia!
Non so voi ma quando sulle mani sentite il classico odore del “clementino” mangiato dopo pranzo, è ufficiale: l’inverno è fra noi! Ed io non potrei che esserne più felice.
Questa settimana è stata dura, la sottoscritta con virus influenzale, i due bimbi con raffreddore e mio marito che continuava a chiedermi come potesse piacermi l’inverno visto che ormai l’apparecchio dell’aerosol lo usiamo un giorno si e l’altro pure.
Ma io, come qualcuno mi definisce, sono “capa tosta” e continuo imperterrita ad amare l’inverno. Il profumo del camino e i pomeriggi a sonnecchiare davanti al suo calore, i legumi mentre borbottano vicino al fuoco, la casa piena di amici perché di uscire non se ne parla e dulcis in fundo il Natale, la sua atmosfera, la Famiglia! Non ci sono raffreddori e influenza che mi faranno cambiare idea.
Quindi inaugurate l’inizio di queste rigide giornate con questo profumatissimo dolce e cominciate col dividere i tuorli dagli albumi. Montate i primi con lo zucchero e la buccia delle arance. Appena saranno spumosi aggiungere il succo d’arancia che introdurrete nell’impasto filtrandolo con un colino, la farina setacciata con il lievito intervallando con l’olio a filo e il cucchiaio di latte. Infine montate a neve gli albumi e incorporateli all’impasto avendo cura di mescolare dall’alto verso il basso per non smontarli. Imburrate e infarinate una tortiera di 24cm e versate al suo interno il composto. Infornate in forno statico per 35/40 minuti circa a 180°. Fate la prova stecchino per verificare la cottura.
Appena avrete sfornato il vostro dolce sarete sopraffatti da questa fragranza agrumata che sa di calore, di coccole, di inverno e poi, dite quello che volete, ma il freddo a differenza del caldo torrido avvicina, che sia con un abbraccio, una mano nella mano, tende a far si che ci sia il contatto, il calore (non il caldo) . . . alla luce di tutto questo vi chiedo: come si fa, dunque, a non amare l’inverno?