Ingredienti: 500g di farina 00, 1 cubetto di lievito, 1 cucchiaio di sale fino, 450ml circa di acqua, olio di semi per friggere, un vasetto di alici sott’olio, zucchero semolato.
I’m dreaming of a white . . . Christmas…
Si, sono già in pieno clima natalizio. Infatti anche la rubrica risentirà (positivamente) di questo magico periodo. Il classico ordine delle ricette lascerà il posto, solo per questo mese, a dei piatti della nostra tradizione, prettamente natalizi.
Spero di contagiarvi con il mio entusiasmo per il Natale e con il suo calore. Oggi, per esempio, per noi bitontini è un momento importante, si vive la vigilia dell’Immacolata, fatta di cene in famiglia, di rape lesse, sugo di baccalà e, appunto, le pettole.
Non rinuncerei a tutto questo per nessuna cosa al mondo, anche a costo di risultare stucchevole e sempliciotta.
Si, perché, ultimamente sui social pare vada di moda non festeggiare, non fare l’albero, non addobbare, tutto ciò è molto più “cool”. Fa più intellettuale fare i bastian contrari, criticare qualsiasi foto natalizia o che riguardi festeggiamenti o semplicemente la gioia di questo periodo. Che tristezza!
Magari il non festeggiare toglierà l’odio e farà cessare le guerre?
Chiudersi nella solitudine e nelle case fredde e buie, magari allontanerà tutto ciò che è morte e distruzione?
Non credo proprio!
Io sono dell’idea che la magia e la positività di questo periodo dell’anno generino buoni propositi e azioni che magari non faranno scaturire atti concreti in Siria o in Francia o in Africa, ma potrebbero far cambiare la vita del nostro vicino, del “povero” che incontriamo ogni giorno andando a lavoro. Da questi gesti concreti si genera pace, solidarietà e tutto questo si amplifica all’ennesima potenza soprattutto in questo periodo.
Senza voler sminuire questi temi così delicati e dolorosi, in questi giorni l’armonia e la gioia dello stare insieme si manifestano quasi sempre a tavola e di piatti che ci fanno restare incollati alla sedia ce ne sono un’infinità, uno di questi sono proprio le pettole.
Pietanza eclettica, possono essere gustate con i salumi o come pane per accompagnare, ad esempio, le rape lesse, oppure come dessert. Provate ad impanarle nello zucchero ancora calde: toccherete il cielo con un dito!
Ah … già, la ricetta!
In un recipiente abbastanza capiente mettete la farina, al centro metteteci il sale e versate un po’ d’acqua calda per scioglierlo. Quando sarà del tutto sciolto, sempre al centro della farina sbriciolatevi il lievito anche in questo caso scioglietelo del tutto versando poco alla volta l’acqua. Impastate fino a che la parte liquida sarà stata completamente assorbita dalla farina. Ora cominciate, dal basso verso l’alto, a “schiaffeggiare” la massa, aggiungendo sempre l’acqua dopo che la precedente si sarà assorbita, fino al raggiungimento di una consistenza lenta ma non liquida. Noterete che l’impasto risulterà molto simile a quello della focaccia, dovrà essere solo più lento, appunto. Quando il composto sarà liscio e cominceranno a vedersi delle bollicine in superficie, smettete di lavorarlo, copritelo con pellicola trasparente e ponetelo in forno o sotto una coperta a lievitare per un’ora e mezza circa. L’impasto dovrà risultare raddoppiato del suo volume e con piccole bollicine in superficie. Prendete una padella con fondo concavo, tipo wok, così da poter fare una frittura ad immersione, versateci abbondante olio e appena caldo cominciate a friggere le vostre pettole. Prendete una porzione di impasto con un cucchiaio e con l’indice raccogliete il composto che cola riportandolo sulla posata e immediatamente farlo scivolare nell’olio bollente. E’ un procedimento da fare velocemente e con prontezza!
Se volete rendere più deciso il sapore della vostra pettola, dopo aver raccolto l’impasto, ponete al centro un pezzettino di alice sott’olio e poi ricopritelo procedendo come vi ho appena spiegato. Naturalmente abbiate cura di preparare un altro piatto con carta assorbente dove porrete le pettole con le alici, perché quelle “vuote”, prendendo una ciotola e versandoci dello zucchero potrete impanarle e gustarle a fine pasto come dolce.
Che dire, fatevi conquistare dall’allegria delle voci festanti e dalle dolci note che arrivano al cuore. Non sarà mai banale, servirà ad ognuno di noi per essere migliore!


















