Esistono modi très chic per risanare le finanze. Il primo è sicuramente quello di tirare fuori gli abitini della mamma degli anni ’70 e indossarli chiamandoli vintage, ma, da qualche mese alcuni sindaci italiani, hanno saputo fare di meglio: dopo aver rifatto trucco e parrucco ad alcuni musei, li hanno resi suggestive scenografie per i matrimoni. Vera e propria avanguardia, se pensiamo che vent’ anni fa l’allora Ministro dei Beni Culturali Ronchey dovette minacciare le dimissioni se non avessero fatto passare la sua legge che finalmente consentiva a bar e caffetterie, severamente regolamentate, di accedere all’ interno del più vasto patrimonio museale del mondo, quale è quello italiano. I conservatori di allora gridarono allo scandalo e allo scempio, senza tenere conto, che, si trattava di tutelare gli stessi musei dal degrado usandone i proventi per opere di risanamento e, consentiva loro di adeguarsi a standard ormai internazionali. (Ronchey, infatti, si ispirava ai musei di NY, fra i primi a offrire ristoro e convivialità ai visitatori). L’iniziativa del matrimonio al museo è ancora giovane, esiste solo a Firenze, Brescia, Torino e Terranova, ma sono certa che approderà presto in molte città. Ovunque sia presente, è organizzata approssimativamente allo stesso modo: sono tutti luoghi di recente restauro, offrono location molto suggestive perché aventi tutte l’aura della Cultura e, infatti sono posti organizzati per offrire visite guidate fra un flute ed un altro, intrattenendo così gli ospiti con qualcosa di diverso dal solito ballo di gruppo. La zona di Brescia spicca per organizzazione e abbondanza di proposte, ma, da amante del mio territorio, penso che se i nostri polverosi musei subissero una violenta lustratina avremmo frotte di sposi, da tutto il mondo, pronti a condividere il loro Sì, sotto gli occhi benedicenti dei Borbone. Bisogna ricordare, tuttavia, che questi posti posseggono una loro sacralità, e, quindi, hanno un loro galateo da rispettare: accettano banchetti per un numero limitato di persone, spesso vincolano la selezione musicale al solo genere classico, ma in compenso offrono la disponibilità esclusiva del sito per tutto il giorno. Per gli amanti del genere, un’esperienza da non perdere.

Maria Lucia Dicorato