Collezioni moda 2020

“MMXX” se non fossimo nel più spietato medioevo contemporaneo ma fra i fasti della gloriosa romanità, il 2020 potremmo scriverlo così. Anno rappresentato da un numero doppio, coincidente con l’anno bisestile… anno nefasto, penserete voi! Nient’affatto. L’anno bisestile è l’anno giusto per la proposta nuziale, la più rock, la più anticonvenzionale, la più Woman Power, e tutto questo, pensate un po’ risale più o meno all’anno mille Dopo Cristo. Questa storia inizia nel mondo anglosassone, con Santa Brigida d’Irlanda che insistè con San Patrizio perché concedesse almeno un giorno alle donne “vittime” di lunghi fidanzamenti, per chiedere la mano all’eterno indeciso San Patrizio (che per l’epoca doveva comunque essere un tipo evoluto, ce ne fossero oggi) da buon progressista concesse il 29 febbraio, ogni 4 anni, quindi, come giorno per la proposta di matrimonio “rosa”. La leggenda, e la tradizione, tuttavia, non si fermano qui. Santa Brigida entusiasta per questa inattesa apertura ne approfittò per dichiararsi al patrono Irlandese che, tuttavia nel mollarle un bel due di picche, pensò di edulcorare il tutto dandole un dolce bacio e regalandole una tunica di seta. I monaci irlandesi nel loro continuo peregrinare diffusero la notizia, costruendo, così, la tradizione dell’anno bisestile come l’anno in cui le fidanzatine possono avanzare richieste nuziali, che, oltretutto, non possono essere rifiutate a cuor leggero, perché comportano un “risarcimento” attraverso un bacio, un abito, o un paio di guanti (alla stranezza non c’è mai fine). Quindi, fanciulle belle, i presupposti di un anno molto rock ci sono tutti, mentre annodate il doppio scorsoio per il vostro malcapitato deliziatevi pure con le nuove proposte Moda Bridal 2020 che stanno già viaggiando verso gli atelier.

In grande rottura con la superstizione, quasi una “destinazione ostinata e contraria”, è la collezione Bridal 2020 Vera Wang. Le tonalità del brown dominano incontrastate, con impalpabili veli color verde malva, gli abiti sono leggere crisalidi su cui troneggiano enormi ortensie gialle, carta da zucchero e bianche. Il fiore scaramanticamente più evitato dalle spose (dopo il crisantemo, almeno in occidente) è il protagonista indiscusso di questa collezione. Quando questo vistoso orpello sparisce, l’unico modello che resta è un minimalista intreccio di veli con profondo scollo a V: come trasformare una poesia in un delizioso, piccolo Haiku.

Di fiore in fiore voliamo verso Zuhair Murad. Pochi secondi e l’ispirazione artistica di Frida Khalo si rivela anche agli occhi dei meno esperti, l’iconica acconciatura di grandi fiori sul capo decora una collezione dall’allure mediterranea, squisitamente spanish, con calienti pizzi su abiti a sirena trasparenti e gonne con microbalze sotto corpetti dal punto vita alto e ben definito. Nella collezione fa capolino un altro trend 2020: il plumette. Dall’Haute Couture giunge anche nel mondo Bridal l’invasione delle piume, per Z. M. decorano scollature a barca e gonne baloon, mantille dal mood andaluso con micropois bianco latte su trasparenze mai  ostentate.

Un vero trionfo di piume, invece, è il microabito di Oscar de la Renta Spring 2020: svolazzanti piume da scalinata di Gran Galà tenute salde al corpo da una sottile cintura. Tuttavia, se tanta fastosità potesse risultare anacronistica, lo storico brand americano ha fatto suo un altro must per la prossima primavera: il Maxi Fiocco Decòr, su abiti dalle linee ben definite, prevalentemente in seta dalle totalità champagne. Il maxi-fiocco decora anche l’unica elegante tuta jumpsuit, combinazione di bustino con scollo dritto e pantalone-sigaretta con tasca a filo e malizioso fiocco posteriore a far da strascico.

Marchesa interpreta il mood del maxi-fiocco su abiti birichini, carichi di ironica sensualità: se per quello a sirena il fiocco è la chiusura immediatamente sotto il fondoschiena, per l’altro è il pretesto per la coda del lungo strascico bianco.

Enzo Miccio, il wedding planner più famoso d’Italia, riveste ormai da anni anche i panni di stilista, la sua collezione 2020, “Quintessentially”, rifugge da ogni eccesso e da ogni trend, in perfetta coerenza con la necessità, secondo lo stilista, che la sposa sia a suo agio, alla ricerca di un gusto che esprima il proprio modo di essere senza subire i diktat delle mode, la femminilità si traduce sulla sua passerella in eleganza sussurrata. Gli abiti “Quintessentially” hanno un mood disinvolto, molto moderni nelle interpretazioni corte con micro-shorts o minigonne, ma senza esagerate nudità: il giusto equilibrio. Vestiti sempre in bilico fra tradizione e innovazione, semplicità e ricchezza, elementi che metaforicamente dovremmo fare nostri nell’affrontare in modo consapevole le spinte, spesso di pessimo gusto, della presunta modernità.

 

marialuciadicorato