Sembra quasi impossibile pensare ad un abito da sposa che non sia realizzato in morbido e prezioso tessuto. Eppure non mancano esempi virtuosi di creazioni in carta che oscillano fra il divertissement e l’opera d’arte.
Un nome che ha avuto una certa eco mediatica è quello della statunitense Olivia Mears che ha realizzato un abito con ben 11 rotoli di carta igienica (ignota la marca e il numero di veli) rinforzati da un robusto nastro da imballaggio.
Con quest’opera, curata in ogni particolare, si è aggiudicata il Cheap Chic Weddings Toilet Paper Wedding Dress Contest 2014, un concorso/provocazione organizzato dalla Cheap-Chic-Weddings.com, società online specializzata nell’organizzazione di matrimoni chic con un budget limitato che. A giorni invece sarà annunciato il modello vincitore del contest 2015 che sarà realizzato da un designer di Kleinfeld Bridal, NY.
Altro paese, altra cultura, altra artista: l’ucraina Asya Kozina (“la fata di carta”)si è ispirata alla cultura mongola per realizzare abiti da sposa dipinti di un candido bianco in puro stile etnico. Il risultato è un autentico capolavoro. Guardare per credere.
L’artista colombiana Diana Gamboa alla International Fashion Week di Bogotà ha invece reinterpretato l’Origami giapponese applicandolo alla moda e realizzando delle meravigliose sculture di carta.
Cambia la tecnica ed anche il materiale, ma ci piace parlarne perchè Josh Harker (si definisce artista, scultore, musicista, avventuriero digitale, architetto dell’immaginazione e risolutore di problemi) ha realizzato “Mazzo di Fiori”, un bouquet floreale in materiale sintetico stampato completamente in 3D e composto da 1.918.416 triangoli singoli. Per la sposa del futuro.
antonio marzano


















