
Bridalplasty è un famoso reality andato in onda negli USA nel 2010, in cui l’ambitissimo premio, per le dodici spose concorrenti, era un intervento di chirurgia plastica…
All’epoca ci era sembrata un’americanata, al pari di altrettante esagerazioni legate al wedding made in Usa. Ma dal reality alla realtà il passo è davvero breve.
E così scopriamo che anche da noi (soprattutto in Campania) non bastano più la dieta o la palestra, né il trucco e parrucco.
La sposa non ha più il mito della principessa ma quello della tronista.
Si afferma anche da noi, quella che in America viene definita bridal surgery o chirurgia della sposa, che diventa wedding surgery quando ricorrono al ritocchino magico lo sposo, i parenti e gli amici.
Gli inteventi più ambiti sono quelli che mirano a migliorare il viso rimuovendo lentiggini, macchie solari o segni dell’acne, ma non mancano le liposuzioni o l’aumento di volume delle labbra o del seno.
Per gli uomini sono più gettonati la riduzione dell’addome, il lifting al viso o il trapianto dei capelli.
Ovviamente anche le rughe spianate, i decoltè gonfiati, o i doppimenti limati rientrano fra i servizi offerti dai wedding planners al pari di allestimenti floreali, locations o catering.
Non solo. Nel magico regno di selfielandia, la bridal surgery apre una nuova frontiera per i fotografi chiamati ad immortalare il “prima” ed il “dopo”. Perché photoshop non basta più.
Ci manca solo che il ritocchino estetico venga inserito in lista nozze come se fosse un televisore o uno spremiagrumi.
Che tristezza!
antonio marzano






