Noi donne siamo molto complicate, dobbiamo ammetterlo, diciamo una cosa e ne intendiamo almeno tre. Per esempio, quando diciamo modello Chanel cosa intendiamo? Le scarpe, la borsa o la giacchetta? A chiederci come abbia potuto una stilista coniare tre modelli estetici di riferimento bisognerebbe tornare indietro di quasi un secolo e fermarci a Parigi, al numero 21 di Rue Cambon. Qui Gabrielle Bonheur Chanel ha messo su un negozio di cappellini, in città tutti la conoscono per il suo passato di prostituta e cantante e la chiamano Coco. E’ una energica ragazza con un’infanzia passata in orfanotrofio e tanta voglia di riscatto. Il suo entusiasmo e il suo dinamismo sono la miccia per la creazione della donna garçonne, l’archetipo femminile che soppianta definitivamente la donna-tappezzeria della Belle Epoque. Quello di Chanel fu subito chiamato lo stile povero, ma in realtà è diventato il lusso per eccellenza, i suoi tailleur in tweed continuano a vestire le donne più eleganti del mondo, la sua borsa matelassè con catenella di metallo è ancora l’icona di tutte le fashion blogger e il suo profumo N.5 era l’unica cosa che Marilyn Monroe indossava prima di andare a dormire. Si potrebbe continuare a lungo parlando delle sue scarpe bicolore, delle sue maxiperle, dei tailleur con i pantaloni, per descrivere ciò che Coco ha inventato non basterebbe un libro. Lei è scomparsa nel 1971, ma la sua maison è sempre all’apice del successo. L’azienda Chanel dal 1983 è affidata a Karl Lagerfeld, che non poca rivoluzione continua ad apportare al gusto contemporaneo. L’eccentrico creativo tedesco non smette mai di stupire proponendo anche nel mondo bridal grande originalità: l’eroina apocalittica nel 2012, la dama piumata nel 2013, la sposa in sneakers nel 2014, la sposa barocca con pancione di sette mesi nel 2015. Il jet-set impazzisce per tanto estro, infatti attrici del calibro di Drew Barrymore, Keira Knightley e Poppy Delevigne non hanno saputo rinunciare al “Si, lo voglio…uno Chanel!”.

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